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La Storia sbagliata

Martedì 11 Novembre 2025 08:12 Maria Fanizza
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IMG 2584La verità nelle pieghe del tempo Fanizza Maria

Una storia sbagliata

 di Giancarlo De Cataldo (Einaudi)

Ci sono storie che sembrano nascere già incrinate, come se la verità, pur presente, preferisse nascondersi tra le righe. Giancarlo De Cataldo, magistrato e narratore che da anni indaga la parte più oscura del nostro Paese, torna con Una storia sbagliata (Einaudi, collana Stile Libero), un romanzo breve e tagliente che si muove tra noir, memoria e denuncia civile.

Siamo nella Roma degli anni Settanta, una città febbrile e contraddittoria: luogo di fermenti culturali, sogni di cambiamento e, insieme, di violenza, droga e corruzione. Il boom economico è ormai un ricordo, la politica vacilla, la malavita cresce nei quartieri periferici e si intreccia con le zone grigie del potere. In questo scenario, il vicecommissario Paco Durante si trova a indagare sulla morte di una ragazza, ufficialmente un’overdose. Un caso come tanti, destinato a finire in archivio.

Ma Durante non si accontenta. È un uomo inquieto, ostinato, di quelli che non sanno voltarsi dall’altra parte. Il suo intuito lo spinge a scavare più a fondo, a cercare collegamenti che altri preferiscono ignorare. Dietro quella morte scopre un mosaico di interessi, omissioni e silenzi: un intreccio di potere e paura che attraversa l’Italia di quegli anni e che ancora oggi ci interroga.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Novembre 2025 08:15 ) Leggi tutto...
 

Asini che volano

Venerdì 31 Ottobre 2025 07:31 Maria Fanizza
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IMG 2578Asiniche volano Fanizza Maria

Con Asini che volano. Elogio degli italiani, Giovanni Floris firma un libro che è insieme un atto d’accusa e una dichiarazione d’amore verso il suo Paese. Giornalista esperto di politica e costume, Floris parte da una provocazione — “asini che volano” — per raccontare il carattere italiano con la lucidità di chi conosce bene i meccanismi del potere, ma anche con la tenerezza di chi sa riconoscere i pregi nascosti di un popolo spesso bistrattato.

L’autore costruisce un ritratto ironico e affettuoso dell’Italia contemporanea, un Paese dove l’assurdo diventa quotidiano, dove l’improvvisazione supplisce alle regole, e dove la genialità convive con la rassegnazione.

Floris non indulge nel moralismo, ma invita a guardare oltre gli stereotipi: dietro la retorica dell’“italiano furbo” o “incapace di cambiare”, egli scorge una capacità di adattamento, una creatività resiliente che, nonostante tutto, continua a far volare gli “asini”.

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 31 Ottobre 2025 07:34 ) Leggi tutto...
 

Una voce ritrovata

Martedì 28 Ottobre 2025 16:39 Maria Fanizza
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Una voce ritrovata Fanizza Maria

Immaginate di aprire un volume e sentire, nelle pagine che seguono, il respiro silenzioso di un’artista del Rinascimento: Sofonisba Anguissola. Non soltanto la pittrice, riconosciuta per i suoi ritratti e la sua audacia, ma la donna che si specchia, riflette, scrive a sé – e a noi. In «Come in uno specchio», Flavio Caroli ci propone proprio questo: di ascoltare Sofonisba in prima persona, nel suo diario “ritrovato”, tra passi di vita, pensieri intimi, scoperte e inquietudini. 

Un diario immaginato che diventa specchio del tempo

Il libro immagina che Sofonisba, nata a Cremona nel XVI secolo, metta per iscritto non solo i fatti – i viaggi, gli incarichi alla corte spagnola, i ritratti – ma anche ciò che non si vede: le emozioni, le incertezze, la forza necessaria per decidere di essere artista donna in un mondo che raramente concedeva alle donne quel ruolo. Caroli sceglie la prima persona così da trasformare la narrazione in un dialogo audace tra passate epoche e sguardo contemporaneo. 

Arte, femminilità, ribellione

Sofonisba non è presentata solo come abile ritrattista: il libro apre il sipario su una vita che sfida convenzioni. La sua formazione, l’educazione concessa dal padre Amilcare, la scelta di dipingere nonostante le limitazioni per le donne dell’epoca – tutto questo si affaccia come specchio delle questioni che ancora oggi interroghiamo. 

E il ritratto diventa metafora della presenza: ella stessa si autoritrae, e da quel “sé” pittorico passa al “sé” scritto, nel diario immaginato da Caroli.

Perché leggerlo

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Dracula

Giovedì 30 Ottobre 2025 07:05 Maria Fanizza
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IMG 2577Dracula: un amore che sfida il tempo Fanizza Maria

Con Dracula – L’amore perduto, Luc Besson torna a sorprendere. Ma dimenticate il classico vampiro assetato di sangue: il suo Dracula non è un mostro, è un uomo che soffre. Un’anima perduta, condannata a vivere per sempre con il ricordo dell’amore che ha distrutto la sua vita.

Il regista francese firma un film elegante, visionario e profondamente romantico, che rilegge il mito gotico di Bram Stoker con occhi nuovi — quelli della malinconia, del rimpianto e della speranza.

Un Dracula che non fa paura, ma tenerezza

Il protagonista, interpretato da Caleb Landry Jones, è Vlad: un principe che, dopo la morte della sua amata Elisabeta, rinnega Dio e viene condannato all’immortalità. Secoli dopo, nella Parigi dell’Ottocento, riconosce in una giovane donna – Mina, interpretata da Zoë Bleu – la reincarnazione della moglie perduta.

Ma Besson non racconta solo la maledizione del vampiro: racconta la maledizione dell’amore. Quello che non si dimentica, che non si estingue, che diventa una prigione.

Il Dracula di Besson non vuole uccidere: vuole ricordare. E in questa fragilità diventa più umano di quanto non sia mai stato.

La sorpresa italiana: Matilda De Angelis

Tra i protagonisti del film brilla anche Matilda De Angelis, nei panni di Lucia, una giovane pittrice italiana emigrata a Parigi. È lei a incontrare Dracula quando ancora nessuno crede alla leggenda, e la sua figura rappresenta il ponte tra la vita e la morte, tra l’amore e la paura.

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Rione Sanità

Domenica 26 Ottobre 2025 16:22 Maria Fanizza
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Rione Sanità, Fanizza Maria

Rione sanità,cuore antico e moderno di Napoli: la fiction che racconta l’anima del quartiere

Napoli – Il Rione Sanità non è solo uno dei quartieri più affascinanti e complessi della città partenopea, ma anche un simbolo vivo di rinascita, contraddizioni e umanità. Oggi, la televisione accende i riflettori su questo angolo di Napoli con una nuova fiction che racconta le vite, le speranze e i sogni di chi ogni giorno abita le sue strade, tra storia, fede e modernità.

Un set naturale di emozioni e contrasti

Le telecamere si muovono tra i vicoli stretti, i palazzi barocchi e le piazze che ancora oggi conservano il fascino di un tempo. Il Rione Sanità, nato come quartiere nobile nel Seicento, divenne poi un rifugio popolare e oggi è un laboratorio sociale e culturale in pieno fermento.

La fiction — ispirata a fatti reali e a personaggi autentici del rione — mescola dramma e speranza, tradizione e riscatto, mostrando una Napoli lontana dai cliché, dove la bellezza convive con le ferite e la voglia di cambiamento è più forte della rassegnazione.

Tra sacro e profano: l’anima della Sanità

Il quartiere è celebre per le Catacombe di San Gennaro e di San Gaudioso, custodi di una spiritualità che si intreccia con la vita quotidiana. Ma accanto ai simboli religiosi si muovono i giovani che oggi riscrivono la storia del rione: artisti di strada, guide turistiche, cuochi, attivisti sociali.

La fiction racconta proprio questo: un mondo dove il passato sacro incontra il presente laico, e dove l’arte e la solidarietà diventano strumenti di rinascita.

Un cast che parla napoletano e verità

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