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Asiniche volano Fanizza Maria
Con Asini che volano. Elogio degli italiani, Giovanni Floris firma un libro che è insieme un atto d’accusa e una dichiarazione d’amore verso il suo Paese. Giornalista esperto di politica e costume, Floris parte da una provocazione — “asini che volano” — per raccontare il carattere italiano con la lucidità di chi conosce bene i meccanismi del potere, ma anche con la tenerezza di chi sa riconoscere i pregi nascosti di un popolo spesso bistrattato.
L’autore costruisce un ritratto ironico e affettuoso dell’Italia contemporanea, un Paese dove l’assurdo diventa quotidiano, dove l’improvvisazione supplisce alle regole, e dove la genialità convive con la rassegnazione.
Floris non indulge nel moralismo, ma invita a guardare oltre gli stereotipi: dietro la retorica dell’“italiano furbo” o “incapace di cambiare”, egli scorge una capacità di adattamento, una creatività resiliente che, nonostante tutto, continua a far volare gli “asini”.
Lo stile è fluido, ironico, e ricco di aneddoti: Floris alterna il tono del saggio giornalistico a quello della conversazione, costruendo una narrazione che scorre come un dialogo con il lettore. Ci sono momenti di analisi sociale acuta — sulla politica, sull’economia, sulla comunicazione — ma anche lampi di umanità, in cui emerge la voglia di riscoprire l’Italia reale, quella che ogni giorno si arrangia, inventa e resiste.
Il libro diventa così un piccolo manuale di consapevolezza civica: Floris ci invita a guardare con occhi nuovi ciò che spesso liquidiamo come difetto nazionale, trasformandolo in materia di riflessione. Gli italiani, suggerisce, non sono “asini” perché non capiscono, ma perché ostinatamente continuano a credere che, prima o poi, anche loro potranno volare.