La festa della cultura
Il Libro Possibile celebra 25 anni: a Polignano a Mare torna la grande festa della cultura Fanizza Maria
C’è un appuntamento che, ogni estate, trasforma Polignano a Mare in una straordinaria biblioteca a cielo aperto. È Il Libro Possibile, il festival letterario che quest’anno celebra un traguardo importante: venticinque anni di incontri, dialoghi e cultura condivisa.
Nato nel 2001 da un’idea coraggiosa e visionaria, il festival ha dimostrato che la grande cultura può uscire dai luoghi tradizionali per incontrare il pubblico nelle piazze, tra i vicoli bianchi e sulle terrazze affacciate sull’Adriatico. Una scommessa che sembrava quasi impossibile e che, nel tempo, si è trasformata in uno degli eventi culturali più prestigiosi e partecipati d’Italia.
Dall’8 all’11 luglio, Polignano a Mare ospiterà oltre trecento protagonisti del panorama culturale nazionale e internazionale. Scrittori, giornalisti, scienziati, filosofi e artisti si alterneranno sui diversi palchi allestiti nel cuore del borgo, regalando al pubblico serate di confronto e riflessione che proseguiranno fino a tarda notte.
Tra gli ospiti più attesi figurano Roberto Saviano, Gianrico Carofiglio, Stefania Auci e Maurizio De Giovanni, insieme a numerosi autori italiani e stranieri. Il programma, come da tradizione, non sarà dedicato esclusivamente alla letteratura: spazio anche ai grandi temi dell’attualità, della scienza, dei diritti, dell’ambiente e delle trasformazioni della società contemporanea.
Il filo conduttore dell’edizione del venticinquesimo anniversario è “Discorso all’umanità”, un titolo ispirato allo straordinario monologo finale de Il Grande Dittatore di Charlie Chaplin. Un invito alla gentilezza, alla solidarietà, alla ragione e al dialogo, valori che oggi appaiono più attuali che mai in un mondo segnato da conflitti, divisioni e profonde incertezze.
L’atmosfera del festival rappresenta da sempre uno dei suoi elementi più affascinanti. Le piazze si riempiono di persone di ogni età, molti seguono gli incontri seduti sui gradini, lungo i muretti o direttamente per terra. Sullo sfondo, il mare di Polignano accompagna le parole degli ospiti con il suono delle onde, mentre il cielo stellato completa uno scenario unico che rende ogni incontro un’esperienza irripetibile.
Terminata la tappa polignanese, il festival proseguirà dal 21 al 25 luglio a Vieste, sul Gargano, confermando la sua vocazione itinerante e il desiderio di portare cultura lungo tutta la costa pugliese. Il gran finale sarà affidato alla musica di Ditonellapiaga, a suggellare un’edizione che unisce letteratura, spettacolo e riflessione civile.
A venticinque anni dalla sua nascita, Il Libro Possibile continua a dimostrare che i libri possono diventare occasione di incontro, dialogo e partecipazione collettiva. Non una semplice rassegna letteraria, ma una vera festa della parola, capace di coinvolgere migliaia di persone e di trasformare, ogni estate, Polignano a Mare in uno dei luoghi simbolo della cultura italiana.
Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Luglio 2026 20:25
Comunicato Stampa
COMUNICATO STAMPA - AMP PORTO CESAREO Benvenuto "Cesarino". Dalla costa del Senegal alle isolette di Porto Cesareo: identificato un Fraticello che ha percorso oltre 5.200 chilometri per nidificare nell’AMP
Porto Cesareo (LE) – Un viaggio di oltre 5.200 chilometri attraverso Africa ed Europa per raggiungere uno dei più importanti siti di nidificazione del Mediterraneo. È la straordinaria storia di un esemplare di Fraticello (Sternula albifrons), la più piccola sterna europea, identificato grazie all’inanellamento scientifico durante le attività di monitoraggio condotte dall’ornitologo Rosario Balestrieri della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” presso le isolette dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo. L’esemplare, registrato nei database ornitologici internazionali con la sigla ZKS/FH-92557 e ribattezzato simbolicamente “Cesarino”, era stato precedentemente inanellato nella riserva naturale di Somone, in Senegal. La lettura del contrassegno identificativo ha consentito di ricostruire il lungo percorso migratorio compiuto dall’animale lungo la costa atlantica africana, attraverso lo Stretto di Gibilterra e il Mediterraneo, fino alle coste salentine, dove ha scelto di riprodursi. Il ritrovamento rappresenta un dato scientifico di particolare rilevanza, poiché conferma il ruolo strategico dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo quale nodo ecologico di importanza internazionale lungo le rotte migratorie che collegano l’Africa occidentale all’Europa. La presenza di individui provenienti da aree così distanti testimonia infatti l’elevato valore naturalistico e conservazionistico degli habitat costieri cesarini. Il Fraticello è una specie protetta inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e considerata particolarmente vulnerabile a causa delle sue peculiari modalità riproduttive. Depone infatti le uova direttamente sul terreno, in piccole depressioni della sabbia o della ghiaia, rendendo nidi e covate estremamente esposti al disturbo antropico. In Italia la popolazione nidificante ha registrato un marcato declino negli ultimi decenni, passando dalle circa 5.000-6.000 coppie censite negli anni Ottanta alle attuali stime comprese tra 2.000 e 3.500 coppie. In questo contesto, le isolette dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo assumono un ruolo fondamentale per la conservazione della biodiversità. Questi ambienti, caratterizzati da elevato grado di naturalità e ridotta pressione antropica, costituiscono infatti habitat essenziali non soltanto per il Fraticello, ma anche per altre specie di elevato interesse conservazionistico, come il Gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii), tra i gabbiani più rari del Mediterraneo, e il Fratino (Anarhynchus alexandrinus), specie in forte regressione lungo le coste italiane. Gli esperti evidenziano come il principale fattore di rischio per il successo riproduttivo di queste specie sia rappresentato dal disturbo diretto delle colonie durante il periodo della nidificazione. Lo sbarco sugli isolotti, anche occasionale, può provocare l’allontanamento temporaneo degli adulti dai nidi, esponendo uova e pulcini a condizioni climatiche estreme e alla predazione. A ciò si aggiungono ulteriori minacce quali l’inquinamento da plastica e la cattura accidentale negli attrezzi da pesca. Per questo motivo l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo richiama cittadini, turisti e diportisti al rigoroso rispetto dei divieti di accesso e sbarco sugli isolotti durante il periodo riproduttivo dell’avifauna marina. Contestualmente, in collaborazione con la Guardia Costiera e le forze dell’ordine, saranno intensificate le attività di vigilanza, monitoraggio e controllo nelle aree maggiormente sensibili. Il direttore dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo, dottor Marco Dadamo, sottolinea: "la straordinaria storia di Cesarino, così abbiamo voluto chiamare questo piccolo Fraticello che ha percorso oltre 5.000 chilometri per arrivare fino alla nostra splendida Porto Cesareo, ci dimostra che il nostro territorio non è soltanto una meta turistica, ma un ecosistema vivo e interconnesso con il resto del mondo. Per questo rivolgo un invito tassativo a tutti i diportisti, ai turisti e a chiunque frequenti il nostro mare: non sbarcate sulle isole. I cartelli di divieto assoluto non sono orpelli burocratici, ma strumenti indispensabili per proteggere la vita e garantire il successo della nidificazione di specie particolarmente vulnerabili. Un nido di Fraticello o di Fratino è quasi invisibile a un occhio non esperto e basta un semplice passaggio per comprometterne irrimediabilmente la sopravvivenza. Godiamo della bellezza di questi scrigni naturali in modo sostenibile, osservandoli dalla barca e mantenendo le distanze di sicurezza. La vera civiltà si misura anche dalla capacità di lasciare spazio alla fauna selvatica e di rispettarne i delicati equilibri. Proteggere Cesarino e gli altri uccelli protetti che scelgono Porto Cesareo per riprodursi è un dovere che riguarda tutti noi e che significa garantire un futuro a specie oggi sempre più minacciate".
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A proposito della Zampina di Sammichele
La Zampina di Sammichele di Bari conquista il marchio IGP: un traguardo storico per la Puglia Maria Fanizza
La tradizione gastronomica pugliese celebra un nuovo importante riconoscimento. La Zampina di Sammichele di Bari è stata ufficialmente iscritta nel registro europeo delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) grazie al Regolamento di esecuzione (UE) 2026/1248 della Commissione Europea. Un risultato che premia non solo un prodotto simbolo della cultura culinaria regionale, ma anche l’impegno di un intero territorio che ha saputo preservarne autenticità e qualità.
L’ingresso nel prestigioso elenco delle produzioni agroalimentari tutelate dall’Unione Europea rappresenta un passaggio fondamentale per uno dei prodotti più identitari della gastronomia pugliese. La Zampina, con la sua caratteristica forma a spirale e il suo sapore inconfondibile, è da sempre protagonista delle tavole, delle feste popolari e delle tradizioni di Sammichele di Bari, diventando nel tempo un vero e proprio simbolo della comunità locale.
L’ottenimento del marchio IGP garantisce una tutela più efficace contro imitazioni e utilizzi impropri del nome, offrendo ai consumatori la certezza dell’origine del prodotto e del rispetto delle tecniche produttive tradizionali che ne hanno costruito la reputazione nel corso dei decenni. La certificazione rappresenta inoltre un’opportunità concreta di sviluppo economico per tutta la filiera, dagli allevatori ai trasformatori, fino agli operatori della ristorazione e del turismo enogastronomico.
Il riconoscimento è il frutto di un lungo percorso portato avanti con determinazione dal Comitato promotore IGP, sostenuto dalla Regione Puglia e dagli operatori del settore. Un lavoro di squadra che ha consentito di valorizzare un prodotto profondamente radicato nella storia e nell’identità del territorio.
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Dialogo con Marco su AI
Dialogo sul futuro con Marco, alunno di una terza liceo: l’Intelligenza Artificiale e il cittadino digitale Maria Fanizza
Maria Fanizza: Oggi parliamo di Intelligenza Artificiale. Tu la usi?
Marco: Sì, prof. A volte uso ChatGPT per cercare informazioni o per aiutarmi a capire alcuni argomenti.
MF: E pensi che sia giusto usarla a scuola?
Marco: Credo di sì, purché non faccia tutto lei. Se copio semplicemente le risposte, non imparo nulla.
MF: Hai colto un punto fondamentale. L’Intelligenza Artificiale è uno strumento, non un sostituto del pensiero umano. Come una calcolatrice aiuta nei calcoli, l’AI può aiutare a comprendere, organizzare e approfondire le conoscenze.
Marco: Però molti miei compagni la usano per fare i compiti senza leggere neppure il risultato.
MF: Ed è proprio questo il rischio. Un cittadino digitale consapevole non delega all’AI le proprie responsabilità. Verifica le informazioni, confronta le fonti e sviluppa un proprio pensiero critico.
Marco: Quindi non bisogna credere a tutto quello che dice?
MF: Esatto. L’AI può commettere errori, fornire dati imprecisi o addirittura inventare informazioni. Per questo è importante controllare sempre le fonti e utilizzare il proprio giudizio.
Marco: Oltre allo studio, dove può essere utile?
MF: In molti settori: medicina, ricerca scientifica, ambiente, arte, industria e comunicazione. Può aiutare a tradurre testi, analizzare dati, progettare soluzioni innovative e rendere più accessibili alcuni servizi.
Marco: Sembra qualcosa di molto positivo.
MF: Lo è, ma ogni innovazione porta con sé delle responsabilità. Pensiamo alla privacy: quando utilizziamo strumenti digitali dobbiamo fare attenzione ai dati personali che condividiamo.
Marco: Quindi non dovrei inserire informazioni private?
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