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Ornella Vanoni: la regina della canzone italiana Fanizza Maria
Ornella Vanoni, nata il 22 settembre 1934 a Milano e scomparsa il 21 novembre 2025, è stata una delle voci più eleganti, profonde e longeve della musica italiana. Con una carriera che ha attraversato più di sei decenni, ha saputo reinventarsi restando un simbolo dell’autenticità artistica.
I primi anni e l’esordio
Ornella Vanoni cominciò la sua carriera negli anni ’50, esibendosi prima come attrice al Piccolo Teatro di Milano, fondato da Giorgio Strehler.
Ben presto si dedicò alla musica leggera, cimentandosi inizialmente con le cosiddette “canzoni della mala”: brani popolari, spesso ispirati alla vita urbana degli ambienti più duri, che le permisero di guadagnare una riconoscibilità unica e intensamente “milano da strada”.
Stile e versatilità
La voce di Vanoni è inconfondibile: calda, vellutata ma anche capace di una grande espressività emotiva. La sua cifra artistica è stata la versatilità: ha esplorato il pop d’autore, il jazz, la bossa nova, le canzoni d’autore, collaborando con grandi nomi come Gino Paoli, Fabrizio De André, Lucio Dalla, e molti altri.
Tra i suoi album memorabili ci sono Unica (2021), realizzato in occasione dei sessant’anni di carriera, e Diverse (2024), un lavoro che reinterpretava le sue canzoni storiche in chiave electro-disco.
Carattere, vita personale e riflessioni
Ornella non era solo un’artista, ma anche una persona dalla forte personalità: fragile ma coraggiosa, ironica e vera. Nel corso della sua vita ha riflettuto spesso sul tempo che passa, la vecchiaia, la libertà. In una intervista ha detto: “Sono molto infantile, ce la sto mettendo tutta per invecchiare ridendo.”
Sul piano sentimentale, ha avuto relazioni importanti con figure del mondo culturale come Giorgio Strehler e Gino Paoli. Ha un figlio, Cristiano, nato dall’unione con Lucio Ardenzi.
Riconoscimenti e eredità
La sua carriera è stata costellata di premi e riconoscimenti. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Mediterraneo alla Carriera grazie al suo impegno artistico e alla coerenza di una vita dedicata alla musica.
Artisti, colleghi e pubblico la ricordano come una figura “libera”, capace di rompere gli schemi con eleganza e schiettezza. Dopo la sua morte, avvenuta nel 2025, molti ne hanno celebrato l’eredità come un “monumento nazionale” della canzone italiana.
Un’ultima riflessione
Ornella Vanoni è stata più di una cantante: è stata un’esperienza culturale. Le sue canzoni parlavano di vita, amore, libertà, nostalgia; la sua presenza sul palco era fatta di eleganza ma anche di ironia e vulnerabilità. Ha saputo incarnare la capacità di cambiare senza mai perdere sé stessa.
Alla sua figura si deve grande parte della modernità della canzone italiana: ha portato testi autoriali nelle radio, ha cercato nuove forme musicali, ha collaborato con artisti internazionali. E tutto questo sempre restando autentica, sincera, libera.