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Una Caravella di arte e di pace

Domenica 03 Maggio 2026 15:08 Maria Fanizza
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IMG 2838UNA CARAVELLA DI ARTE E DI PACE”  Fanizza Maria

PER RACCONTARE BARI E SAN NICOLA

IL 7 MAGGIO TORNA IL CORTEO STORICO

La direzione artistica di Gianni Ciardo guida un’edizione ricca di novità: 

performance artistiche, musica dal vivo e coinvolgimento dei giovani

Il titolo scelto per l’edizione 2026 del Corteo Storico, “Una caravella di arte e di pace”, sintetizza lo spirito dell’intero progetto: un viaggio che parte dalla storia per parlare al presente e immaginare il futuro. Non più soltanto una rappresentazione, ma un processo che si compie sotto gli occhi del pubblico, trasformando le strade della città in un laboratorio a cielo aperto. Proprio l’arte sarà il cuore pulsante di questa edizione. Un’arte viva, condivisa. Per la prima volta, inoltre, sono state coinvolte in modo diretto anche alcune eccellenze del territorio: i giovani talenti dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio di Bari.

I primi produrranno un’opera scultorea che sfilerà sul palco semovente posto al principio del corteo; i secondi accompagneranno la sfilata con una proposta musicale, per pianoforte solo, pensata come un racconto sonoro in movimento: un intreccio di melodie che seguono il ritmo del corteo e ne amplificano l’energia. Le esecuzioni dal vivo trasformeranno lo spazio urbano in un palcoscenico condiviso, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza immersiva.

A guidare il racconto due attori, che accompagneranno e prepareranno il pubblico lungo il percorso, facendo rivivere la traslazione delle reliquie di San Nicola, trasformando la rievocazione in un dialogo continuo tra passato e presente. 

Il carro aprirà il corteo, seguito da danzatrici e danzatori impegnati in una performance dedicata al tema dell’edizione e dai figuranti, cuore autentico della manifestazione, selezionati attraverso i diversi Municipi, a conferma del legame profondo tra questo evento e la comunità cittadina.

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Una caravella di arte e di pace

Domenica 03 Maggio 2026 15:05 Maria Fanizza
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IMG 2838UNA CARAVELLA DI ARTE E DI PACE”  Fanizza Maria

PER RACCONTARE BARI E SAN NICOLA

IL 7 MAGGIO TORNA IL CORTEO STORICO

 


La direzione artistica di Gianni Ciardo guida un’edizione ricca di novità: 

performance artistiche, musica dal vivo e coinvolgimento dei giovani

Il titolo scelto per l’edizione 2026 del Corteo Storico, “Una caravella di arte e di pace”, sintetizza lo spirito dell’intero progetto: un viaggio che parte dalla storia per parlare al presente e immaginare il futuro. Non più soltanto una rappresentazione, ma un processo che si compie sotto gli occhi del pubblico, trasformando le strade della città in un laboratorio a cielo aperto. Proprio l’arte sarà il cuore pulsante di questa edizione. Un’arte viva, condivisa. Per la prima volta, inoltre, sono state coinvolte in modo diretto anche alcune eccellenze del territorio: i giovani talenti dell’Accademia di Belle Arti e del Conservatorio di Bari.

I primi produrranno un’opera scultorea che sfilerà sul palco semovente posto al principio del corteo; i secondi accompagneranno la sfilata con una proposta musicale, per pianoforte solo, pensata come un racconto sonoro in movimento: un intreccio di melodie che seguono il ritmo del corteo e ne amplificano l’energia. Le esecuzioni dal vivo trasformeranno lo spazio urbano in un palcoscenico condiviso, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza immersiva.

A guidare il racconto due attori, che accompagneranno e prepareranno il pubblico lungo il percorso, facendo rivivere la traslazione delle reliquie di San Nicola, trasformando la rievocazione in un dialogo continuo tra passato e presente. 

Il carro aprirà il corteo, seguito da danzatrici e danzatori impegnati in una performance dedicata al tema dell’edizione e dai figuranti, cuore autentico della manifestazione, selezionati attraverso i diversi Municipi, a conferma del legame profondo tra questo evento e la comunità cittadina.

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Bari in Progress

Giovedì 09 Aprile 2026 06:50 Maria Fanizza
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BARI IN PROGRESS” E “LAYERS” Fanizza Maria
PARTECIPAZIONE, MEMORIA E FUTURO DELLA CITTÀ 
AL CENTRO DEI DUE EVENTI PROMOSSI DAL COMUNE
 
Si sono aperti oggi, all’ex Mercato del Pesce e allo Spazio Murat, gli incontri pubblici di “Bari in progress” e la mostra “Layers. Architettura moderna e contemporanea a Bari”, due iniziative promosse dal Comune di Bari, che mettono al centro il racconto delle trasformazioni urbane e dell’identità della città.
L’appuntamento pubblico dedicato ai cantieri ha visto, negli spazi allestiti con mappe, pannelli illustrativi e materiali informativi, un confronto libero tra amministratori, tecnici e residenti sui progetti che stanno ridisegnando la città: dalla mobilità sostenibile ai nuovi spazi pubblici, dal verde urbano ai servizi. Un vero e proprio percorso espositivo e dialogico che proseguirà fino all’11 aprile, con l’obiettivo non solo di informare ma anche di raccogliere osservazioni e contributi utili a migliorare l’utilizzo futuro degli spazi urbani. Dopo l’incontro di questo mercoledì, infatti, partirà un ciclo di incontri diffusi che coinvolgerà le scuole (il 9 aprile alla Scuola lqbal Masih ore 16-19, il 10 aprile alla Scuola Rodari ore 17.00-20.00 e l’11 aprile alla Scuola Marconi ore 9.30-12.30).
Parallelamente, negli ambienti di Spazio Murat, è stata inaugurata la mostra “Layers. Architettura moderna e contemporanea a Bari”, promossa dal Comune di Bari e curata dall’A.P.S. Barium. L’esposizione, visitabile fino al 15 aprile, propone un viaggio visivo tra alcune delle architetture più rappresentative del Novecento barese, attraverso gli scatti dell’architetto e fotografo Nicola Cavallera.
La mostra invita a leggere la città come una stratificazione di epoche, forme e significati: un palinsesto urbano in cui memoria e trasformazione convivono. Accanto al percorso fotografico, l’installazione artistica WIT[H]NESS di Teresa Imbriani offre una riflessione sul rapporto tra memoria urbana e perdita, richiamando simbolicamente le tracce del passato ancora presenti nel tessuto cittadino.
A margine dei due eventi è intervenuto il sindaco di Bari Vito Leccese:
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Marcia della pace

Domenica 19 Aprile 2026 09:54 Maria Fanizza
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IMG 2831Diciamo no alla guerra. Fanizza Maria

Marcia per la Pace in Capitanata: dalla Comunità Emmaus all’aeroporto di Amendola per dire no alla guerra

Torna, per la sua tredicesima edizione, la marcia per la pace organizzata dalla Rete dei Comitati per la Pace di Puglia e dal Coordinamento Capitanata per la Pace. Un appuntamento ormai consolidato che, anno dopo anno, richiama cittadini, associazioni e realtà del territorio a mobilitarsi contro la guerra e ogni forma di militarizzazione.

La marcia partirà dalla Comunità Emmaus di Foggia e si concluderà presso l’aeroporto militare di Amendola, uno dei principali presidi strategici delle forze armate italiane. Il percorso non è soltanto geografico, ma simbolico: un cammino che unisce l’impegno sociale e solidale rappresentato da Emmaus alla denuncia delle politiche militari incarnate dalla base di Amendola.

Al centro della mobilitazione c’è un messaggio chiaro e netto: dire no alle guerre, alla corsa al riarmo e alla crescente militarizzazione del territorio. Temi sempre più urgenti in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, ma che trovano una declinazione concreta proprio in Puglia, regione che negli anni è diventata uno dei principali snodi militari del Paese.

La base di Amendola, infatti, è solo uno dei numerosi presidi presenti sul territorio pugliese. Una concentrazione che contribuisce a trasformare la regione in un vero e proprio avamposto strategico nel cuore del Mediterraneo. Una prospettiva che, secondo gli organizzatori, si pone in netto contrasto con la storia, la vocazione e gli interessi della Puglia.

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Ma in questo mondo in fiamme cos’è la Pasqua?

Domenica 05 Aprile 2026 10:16 Maria Fanizza
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IMG 2818Ma in questo mondo in fiamme tanta distruzione, tanti morti,come si vive la Pasqua? Fanizza Maria

È una domanda che pesa sul cuore, ed è impossibile ignorare il contrasto stridente tra le campane a festa e il rumore delle esplosioni che arrivano dai notiziari. Sembra quasi un paradosso parlare di "buona" Pasqua quando il mondo appare così frammentato, in fiamme, distrutto in tante sue parti.

Tuttavia, la Pasqua non nasce storicamente come una festa di pace consolidata, ma come una risposta al buio più fitto.

Il significato della Pasqua nel conflitto

Per chi crede, la Pasqua non è la celebrazione di un mondo perfetto, ma la memoria di una vittoria ottenuta attraverso la sofferenza estrema. È l’idea che la morte non abbia l’ultima parola.

• La Resurrezione come Resistenza: In molti luoghi di guerra, celebrare la Pasqua diventa un atto di resistenza spirituale. È dire: "Nonostante cerchiate di distruggere il nostro futuro, noi celebriamo la vita".

• La solidarietà umana: La speranza oggi non si trova solo nei grandi trattati di pace (che spesso tardano ad arrivare), ma nei gesti piccoli e concreti: i volontari sotto le bombe, chi apre la propria casa ai profughi, chi divide il pane in un rifugio.

Dove trovare la speranza?

Se guardiamo solo ai numeri e alla geopolitica, lo sconforto è naturale. Ma la speranza si può scovare in tre direzioni:

1.Nella Memoria: La storia ci insegna che anche i conflitti più lunghi e atroci hanno avuto fine. L'umanità ha una capacità di ricostruire che è potente quanto quella di distruggere.

2.Nella Comunità: Vivere la Pasqua oggi significa forse meno "uova di cioccolato" e più vicinanza a chi soffre. La speranza nasce quando non ci sentiamo soli nel dolore.

3.Nel Silenzio: A volte la speranza non è un urlo, ma un sussurro. È la scelta quotidiana di non cedere all'odio, di non generalizzare, di restare "umani" nonostante tutto.

Vivere la Pasqua in un mondo in fiamme significa allora accendere un piccolo fiammifero di speranza,la speranza che finisca presto la guerra e tutto sia ricostruit, torni la pace. Non spegne l'incendio del mondo, ma impedisce al buio di essere assoluto.

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 05 Aprile 2026 10:18 )
 


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