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La notte della Taranta
Sabato 22 Agosto 2026 16:46
Maria Fanizza
La notte della Taranta a Melpignano Maria Fanizza
Sabato 22 agosto, a Melpignano, torna il Concertone de La Notte della Taranta, giunto alla 29ª edizione. A dirigere l’Orchestra Popolare sarà il Maestro concertatore Ermal Meta, affiancato da Alessandra Amoroso, Gisela João, Levante, Maria Mazzotta, Sayf, Giulia Vecchio e Welo, con le coreografie di Fredy Franzutti. Il filo conduttore di questa edizione sono “Le vie del Mediterraneo”, inteso come spazio di incontro, scambio e contaminazione tra culture. Un messaggio di ascolto, cooperazione e pace che trova nella musica uno strumento per superare confini e contrapposizioni.
Il Concertone sarà trasmesso dalle 21.20 su Rai3, Rai Radio2, RaiPlay e San Marino RTV, per la prima volta anche in Eurovisione. La serata sarà inoltre dedicata agli 80 anni della Repubblica Italiana, con l’esecuzione dell’Inno nazionale e il nuovo brano Fior di libertà.
L’appuntamento conclude il Festival itinerante “Le vie del Mediterraneo”, che dal 30 luglio al 19 agosto ha attraversato 20 comuni del Salento, confermando la capacità della Notte della Taranta di valorizzare il patrimonio musicale pugliese e metterlo in dialogo con culture e linguaggi contemporanei.
Il Concertone è promosso dalla Fondazione La Notte della Taranta e vede tra i soci fondatori la Regione Puglia, insieme a Unione dei Comuni della Grecìa Salentina, Provincia di Lecce e Istituto Diego Carpitella. Tra i sostenitori figurano Ministero della Cultura, PACT – Polo Arti Cultura Turismo della Regione Puglia e Camera di Commercio di Lecce.
“La Taranta - dichiara il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro - è uno dei patrimoni immateriali più importanti della Puglia. La Taranta è danza, è musica, è cultura, è tradizione, è storia, è arte, è territorio. La Taranta è una dimensione che negli anni si è stratificata nelle storie dei racconti popolari e che è diventata futuro nei corpi e nei cuori di tutte le generazioni che l’hanno attraversata e che la attraversano tutt’oggi. Di questa grande ricchezza noi oggi siamo i custodi. A noi spetta quindi il compito di preservare questo patrimonio senza renderlo simulacro del passato ma, nel rispetto della tradizione, trasformarlo in storia viva e consegnarlo alle nuove generazioni.
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