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Marcia della pace

Domenica 19 Aprile 2026 09:54 Maria Fanizza
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IMG 2831Diciamo no alla guerra. Fanizza Maria

Marcia per la Pace in Capitanata: dalla Comunità Emmaus all’aeroporto di Amendola per dire no alla guerra

Torna, per la sua tredicesima edizione, la marcia per la pace organizzata dalla Rete dei Comitati per la Pace di Puglia e dal Coordinamento Capitanata per la Pace. Un appuntamento ormai consolidato che, anno dopo anno, richiama cittadini, associazioni e realtà del territorio a mobilitarsi contro la guerra e ogni forma di militarizzazione.

La marcia partirà dalla Comunità Emmaus di Foggia e si concluderà presso l’aeroporto militare di Amendola, uno dei principali presidi strategici delle forze armate italiane. Il percorso non è soltanto geografico, ma simbolico: un cammino che unisce l’impegno sociale e solidale rappresentato da Emmaus alla denuncia delle politiche militari incarnate dalla base di Amendola.

Al centro della mobilitazione c’è un messaggio chiaro e netto: dire no alle guerre, alla corsa al riarmo e alla crescente militarizzazione del territorio. Temi sempre più urgenti in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, ma che trovano una declinazione concreta proprio in Puglia, regione che negli anni è diventata uno dei principali snodi militari del Paese.

La base di Amendola, infatti, è solo uno dei numerosi presidi presenti sul territorio pugliese. Una concentrazione che contribuisce a trasformare la regione in un vero e proprio avamposto strategico nel cuore del Mediterraneo. Una prospettiva che, secondo gli organizzatori, si pone in netto contrasto con la storia, la vocazione e gli interessi della Puglia.

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Bari in Progress

Giovedì 09 Aprile 2026 06:50 Maria Fanizza
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BARI IN PROGRESS” E “LAYERS” Fanizza Maria
PARTECIPAZIONE, MEMORIA E FUTURO DELLA CITTÀ 
AL CENTRO DEI DUE EVENTI PROMOSSI DAL COMUNE
 
Si sono aperti oggi, all’ex Mercato del Pesce e allo Spazio Murat, gli incontri pubblici di “Bari in progress” e la mostra “Layers. Architettura moderna e contemporanea a Bari”, due iniziative promosse dal Comune di Bari, che mettono al centro il racconto delle trasformazioni urbane e dell’identità della città.
L’appuntamento pubblico dedicato ai cantieri ha visto, negli spazi allestiti con mappe, pannelli illustrativi e materiali informativi, un confronto libero tra amministratori, tecnici e residenti sui progetti che stanno ridisegnando la città: dalla mobilità sostenibile ai nuovi spazi pubblici, dal verde urbano ai servizi. Un vero e proprio percorso espositivo e dialogico che proseguirà fino all’11 aprile, con l’obiettivo non solo di informare ma anche di raccogliere osservazioni e contributi utili a migliorare l’utilizzo futuro degli spazi urbani. Dopo l’incontro di questo mercoledì, infatti, partirà un ciclo di incontri diffusi che coinvolgerà le scuole (il 9 aprile alla Scuola lqbal Masih ore 16-19, il 10 aprile alla Scuola Rodari ore 17.00-20.00 e l’11 aprile alla Scuola Marconi ore 9.30-12.30).
Parallelamente, negli ambienti di Spazio Murat, è stata inaugurata la mostra “Layers. Architettura moderna e contemporanea a Bari”, promossa dal Comune di Bari e curata dall’A.P.S. Barium. L’esposizione, visitabile fino al 15 aprile, propone un viaggio visivo tra alcune delle architetture più rappresentative del Novecento barese, attraverso gli scatti dell’architetto e fotografo Nicola Cavallera.
La mostra invita a leggere la città come una stratificazione di epoche, forme e significati: un palinsesto urbano in cui memoria e trasformazione convivono. Accanto al percorso fotografico, l’installazione artistica WIT[H]NESS di Teresa Imbriani offre una riflessione sul rapporto tra memoria urbana e perdita, richiamando simbolicamente le tracce del passato ancora presenti nel tessuto cittadino.
A margine dei due eventi è intervenuto il sindaco di Bari Vito Leccese:
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Sumud, in rotta verso la Palestina

Venerdì 03 Aprile 2026 06:38 Maria Fanizza
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Si rafforza e si amplia Sumud - In rotta verso la Palestina Fanizza Maria

una grande giornata di mobilitazione, musica e parole in programma  sabato 4 aprile a Pane e Pomodoro. L’iniziativa, che accompagna la partenza della Global Sumud Flotilla verso Gaza, nasce dalla collaborazione tra il coordinamento pugliese della Global Sumud Flotilla- Global Movement To Gaza, Thousand Madleens To Gaza, ACS ONG e il supporto del collettivo milanese Gaza FreeStyle. 

L’evento, patrocinato dal Comune di Bari, è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo della Città, alla presenza degli assessori alle Culture, Paola Romano, e alla Legalità e Antimafia sociale, Nicola Grasso.

Una giornata di musica, parole e solidarietà

Sumud” è la parola araba che significa resistenza, per questo è stata scelta come nome della maratona collettiva di 13 ore. Sono previste performance musicali, dj set, talk, collegamenti e interventi pubblici, per sostenere la missione umanitaria e mantenere alta l’attenzione su Gaza.

Sul palco si alterneranno artisti della scena musicale e culturale locale e nazionale, tra cui Assalti Frontali, Gio Sada, Pierpaolo Capovilla (Teatro degli Orrori), Tonino 3000, Faraualla, Bogo & The Swindlers, Peppe Leone & Orchestra Agricola. Durante la giornata sono previsti anche gli interventi, testimonianze e collegamenti con realtà impegnate da tempo, sul fronte della solidarietà e della denuncia, tra cui: Emergency, Amnesty, Antonio Mazzeo, Francesca Amoruso, Romana Recchia Luciani, Luigi Cazzato, Maya Issa, Lorenzo D’Agostino, Tony La Piccirella, Antonio Stornaiolo e Mohammed Afaneh, oltre ai contributi e dirette dai Territori Palestinesi Occupati

La giornata sarà condotta da Claudia Attimonelli e Mario Pulito.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 03 Aprile 2026 09:54 ) Leggi tutto...
 

Ma in questo mondo in fiamme cos’è la Pasqua?

Domenica 05 Aprile 2026 10:16 Maria Fanizza
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IMG 2818Ma in questo mondo in fiamme tanta distruzione, tanti morti,come si vive la Pasqua? Fanizza Maria

È una domanda che pesa sul cuore, ed è impossibile ignorare il contrasto stridente tra le campane a festa e il rumore delle esplosioni che arrivano dai notiziari. Sembra quasi un paradosso parlare di "buona" Pasqua quando il mondo appare così frammentato, in fiamme, distrutto in tante sue parti.

Tuttavia, la Pasqua non nasce storicamente come una festa di pace consolidata, ma come una risposta al buio più fitto.

Il significato della Pasqua nel conflitto

Per chi crede, la Pasqua non è la celebrazione di un mondo perfetto, ma la memoria di una vittoria ottenuta attraverso la sofferenza estrema. È l’idea che la morte non abbia l’ultima parola.

• La Resurrezione come Resistenza: In molti luoghi di guerra, celebrare la Pasqua diventa un atto di resistenza spirituale. È dire: "Nonostante cerchiate di distruggere il nostro futuro, noi celebriamo la vita".

• La solidarietà umana: La speranza oggi non si trova solo nei grandi trattati di pace (che spesso tardano ad arrivare), ma nei gesti piccoli e concreti: i volontari sotto le bombe, chi apre la propria casa ai profughi, chi divide il pane in un rifugio.

Dove trovare la speranza?

Se guardiamo solo ai numeri e alla geopolitica, lo sconforto è naturale. Ma la speranza si può scovare in tre direzioni:

1.Nella Memoria: La storia ci insegna che anche i conflitti più lunghi e atroci hanno avuto fine. L'umanità ha una capacità di ricostruire che è potente quanto quella di distruggere.

2.Nella Comunità: Vivere la Pasqua oggi significa forse meno "uova di cioccolato" e più vicinanza a chi soffre. La speranza nasce quando non ci sentiamo soli nel dolore.

3.Nel Silenzio: A volte la speranza non è un urlo, ma un sussurro. È la scelta quotidiana di non cedere all'odio, di non generalizzare, di restare "umani" nonostante tutto.

Vivere la Pasqua in un mondo in fiamme significa allora accendere un piccolo fiammifero di speranza,la speranza che finisca presto la guerra e tutto sia ricostruit, torni la pace. Non spegne l'incendio del mondo, ma impedisce al buio di essere assoluto.

 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 05 Aprile 2026 10:18 )
 

A qualcuno piace caldo

Mercoledì 01 Aprile 2026 07:33 Maria Fanizza
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IMG 2817A qualcuno piace caldo  Fanizza Maria

il prof Stefano Caserini dell’Università  di Milano al Teatro AncheCinema a Bari  

Bari — Un incontro intenso e ricco di spunti quello che si è tenuto nei giorni scorsi al Teatro AncheCinema,organizzato dall’Università  di Bari,  in partenariato con il comune di Bari,  il professor Stefano Caserini, ingegnere ambientalista e docente universitario a Milano, ha presentato una riflessione approfondita sul cambiamento climatico e sul ruolo della società contemporanea di fronte a una delle sfide più urgenti del nostro tempo. 

Con musica parole ed immagini l’evento ha attirato un pubblico eterogeneo: studenti, appassionati di scienza, cittadini curiosi e professionisti. Fin dalle prime battute, Caserini ha scelto un approccio diretto ma accessibile, evitando toni allarmistici e puntando invece su dati concreti e ragionamenti chiari.

Al centro della sua presentazione, un messaggio fondamentale: il cambiamento climatico non è un problema futuro, ma una realtà già in atto. Tuttavia, non si tratta di una condanna inevitabile. Secondo Caserini, ogni azione intrapresa oggi può contribuire a ridurre gli impatti futuri, e proprio per questo è cruciale evitare atteggiamenti fatalisti.

Uno dei passaggi più significativi dell’incontro ha riguardato la percezione diffusa secondo cui “ormai è troppo tardi”. Caserini ha smontato questa idea, spiegando come il sistema climatico risponda in modo proporzionale alle emissioni: meno gas serra immettiamo, minore sarà l’aumento delle temperature e, di conseguenza, i danni associati.

 

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 01 Aprile 2026 08:20 ) Leggi tutto...
 


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