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Albero di Natale subaqueo

Sabato 06 Dicembre 2025 16:58 Maria Fanizza
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Albero di Natale subacqueo Fanizza Maria

Su iniziativa del Club Sommozzatori Bari, lunedì 8 dicembre alle ore 9.30, nelle acque del molo San Nicola, nei pressi del circolo Barion, prenderà vita un evento carico di suggestione: l’accensione del primo albero di Natale subacqueo della città, una scultura luminosa che resterà ad illuminare il fondale marino per tutto il periodo natalizio.

In un tempo in cui si avverte con urgenza la necessità di ristabilire un rapporto equilibrato e rispettoso con il mare, questa iniziativa – patrocinata dall’assessorato comunale allo Sport – sceglie proprio la luce come linguaggio universale. L’albero, avvolto da luci subacquee, diventa un segnale di rinascita e consapevolezza: ogni lampada accesa è un richiamo visibile e simbolico alla responsabilità collettiva di proteggere l’ambiente marino, quotidianamente vissuto dai subacquei con rispetto e dedizione.

La stella luminosa posta sulla sommità dell’albero, installato nelle vicinanze del molo San Nicola, emergerà in superficie, rendendosi visibile anche dalla terraferma. Sarà un punto brillante che invita a fermarsi, osservare e ricordare che, sotto quel bagliore, vive un mondo silenzioso e fragile che chiede la nostra attenzione.

 

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Refaat Alareer

Lunedì 24 Novembre 2025 11:13 Maria Fanizza
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Refaat Alareer Fanizza Maria. È davvero una cronaca di una morte annunciata quella che attraversa Se devo morire, il libro che raccoglie gli scritti del poeta e docente Refaat Alareer, ora pubblicato da Piemme. Palestinese di Gaza, insegnante di Letteratura inglese all’Università islamica della Striscia, Alareer era diventato, nelle prime settimane della guerra, una delle voci più chiare e ascoltate dal cuore dell’enclave: sui social e nei media internazionali raccontava la paura dei bambini, la mancanza di cibo e medicinali, e l’incubo che la storia — quella delle precedenti operazioni militari israeliane, con migliaia di morti e città sbriciolate — potesse ripetersi. Lo faceva con una forza narrativa così incisiva che perfino sua madre gli aveva chiesto di smettere, temendo che diventasse un bersaglio. Quel timore si concretizzò il 22 ottobre 2023, quando un missile israeliano colpì l’edificio in cui viveva: tre persone rimasero uccise, decine costrette a fuggire. Alareer allora decise di separarsi dalla moglie e dai figli per proteggerli — ma non di tacere. Era una scelta in linea con tutta la sua vita. Già nel 2007 aveva creato Eye on Palestine, un sito in cui i suoi studenti potevano raccontare in inglese la loro vita a Gaza. Quei testi, negli anni, divennero un libro e il progetto si trasformò nella piattaforma wearenotnumbers.org, dove i giovani gazawi hanno continuato a narrare le proprie storie, opponendosi a una narrativa che li riduceva a numeri o, nel migliore dei casi, a vittime senza volto. A ispirarli era anche una poesia che Alareer aveva scritto nel 2011: «Se devo morire, tu devi vivere per raccontare la mia storia. Se devo morire, che porti speranze, che sia una storia». Parole che il 6 dicembre 2023 hanno fatto il giro del mondo, quando un altro missile israeliano ha distrutto la casa della sorella in cui il poeta si era rifugiato: morirono lui, la donna, due dei suoi figli e un altro fratello. Una tragedia seguita, pochi mesi più tardi, da un’altra perdita: la morte, in circostanze simili, della figlia di Refaat, Shymaa. Se devo morire raccoglie i testi scritti durante l’offensiva israeliana seguita all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, ma anche materiali precedenti, a partire dal 2010: pagine sulla vita quotidiana di Gaza sotto assedio ma senza guerra aperta, dove c’è chi muore di cancro perché non può uscire per curarsi, chi viene ucciso al confine senza una ragione, chi tenta comunque di vivere, ridere, amare. Fra i tanti libri usciti in questi mesi — alcuni scritti da chi a Gaza non è mai stato, altri più guidati dall’ideologia che dai fatti — questo volume ha un valore particolare. Per almeno tre motivi.
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 24 Novembre 2025 11:14 ) Leggi tutto...
 

La Storia sbagliata

Martedì 11 Novembre 2025 08:12 Maria Fanizza
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IMG 2584La verità nelle pieghe del tempo Fanizza Maria

Una storia sbagliata

 di Giancarlo De Cataldo (Einaudi)

Ci sono storie che sembrano nascere già incrinate, come se la verità, pur presente, preferisse nascondersi tra le righe. Giancarlo De Cataldo, magistrato e narratore che da anni indaga la parte più oscura del nostro Paese, torna con Una storia sbagliata (Einaudi, collana Stile Libero), un romanzo breve e tagliente che si muove tra noir, memoria e denuncia civile.

Siamo nella Roma degli anni Settanta, una città febbrile e contraddittoria: luogo di fermenti culturali, sogni di cambiamento e, insieme, di violenza, droga e corruzione. Il boom economico è ormai un ricordo, la politica vacilla, la malavita cresce nei quartieri periferici e si intreccia con le zone grigie del potere. In questo scenario, il vicecommissario Paco Durante si trova a indagare sulla morte di una ragazza, ufficialmente un’overdose. Un caso come tanti, destinato a finire in archivio.

Ma Durante non si accontenta. È un uomo inquieto, ostinato, di quelli che non sanno voltarsi dall’altra parte. Il suo intuito lo spinge a scavare più a fondo, a cercare collegamenti che altri preferiscono ignorare. Dietro quella morte scopre un mosaico di interessi, omissioni e silenzi: un intreccio di potere e paura che attraversa l’Italia di quegli anni e che ancora oggi ci interroga.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 11 Novembre 2025 08:15 ) Leggi tutto...
 

Omaggio ad Ornella Vanoni

Lunedì 24 Novembre 2025 11:00 Maria Fanizza
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Ornella Vanoni: la regina della canzone italiana Fanizza Maria

Ornella Vanoni, nata il 22 settembre 1934 a Milano e scomparsa il 21 novembre 2025, è stata una delle voci più eleganti, profonde e longeve della musica italiana. Con una carriera che ha attraversato più di sei decenni, ha saputo reinventarsi restando un simbolo dell’autenticità artistica.

I primi anni e l’esordio

Ornella Vanoni cominciò la sua carriera negli anni ’50, esibendosi prima come attrice al Piccolo Teatro di Milano, fondato da Giorgio Strehler. 

Ben presto si dedicò alla musica leggera, cimentandosi inizialmente con le cosiddette “canzoni della mala”: brani popolari, spesso ispirati alla vita urbana degli ambienti più duri, che le permisero di guadagnare una riconoscibilità unica e intensamente “milano da strada”. 

 

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Asini che volano

Venerdì 31 Ottobre 2025 07:31 Maria Fanizza
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IMG 2578Asiniche volano Fanizza Maria

Con Asini che volano. Elogio degli italiani, Giovanni Floris firma un libro che è insieme un atto d’accusa e una dichiarazione d’amore verso il suo Paese. Giornalista esperto di politica e costume, Floris parte da una provocazione — “asini che volano” — per raccontare il carattere italiano con la lucidità di chi conosce bene i meccanismi del potere, ma anche con la tenerezza di chi sa riconoscere i pregi nascosti di un popolo spesso bistrattato.

L’autore costruisce un ritratto ironico e affettuoso dell’Italia contemporanea, un Paese dove l’assurdo diventa quotidiano, dove l’improvvisazione supplisce alle regole, e dove la genialità convive con la rassegnazione.

Floris non indulge nel moralismo, ma invita a guardare oltre gli stereotipi: dietro la retorica dell’“italiano furbo” o “incapace di cambiare”, egli scorge una capacità di adattamento, una creatività resiliente che, nonostante tutto, continua a far volare gli “asini”.

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 31 Ottobre 2025 07:34 ) Leggi tutto...
 


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