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La Storia sbagliata

Martedì 11 Novembre 2025 08:12 Maria Fanizza Reading point - Recensioni
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IMG 2584La verità nelle pieghe del tempo Fanizza Maria

Una storia sbagliata

 di Giancarlo De Cataldo (Einaudi)

Ci sono storie che sembrano nascere già incrinate, come se la verità, pur presente, preferisse nascondersi tra le righe. Giancarlo De Cataldo, magistrato e narratore che da anni indaga la parte più oscura del nostro Paese, torna con Una storia sbagliata (Einaudi, collana Stile Libero), un romanzo breve e tagliente che si muove tra noir, memoria e denuncia civile.

Siamo nella Roma degli anni Settanta, una città febbrile e contraddittoria: luogo di fermenti culturali, sogni di cambiamento e, insieme, di violenza, droga e corruzione. Il boom economico è ormai un ricordo, la politica vacilla, la malavita cresce nei quartieri periferici e si intreccia con le zone grigie del potere. In questo scenario, il vicecommissario Paco Durante si trova a indagare sulla morte di una ragazza, ufficialmente un’overdose. Un caso come tanti, destinato a finire in archivio.

Ma Durante non si accontenta. È un uomo inquieto, ostinato, di quelli che non sanno voltarsi dall’altra parte. Il suo intuito lo spinge a scavare più a fondo, a cercare collegamenti che altri preferiscono ignorare. Dietro quella morte scopre un mosaico di interessi, omissioni e silenzi: un intreccio di potere e paura che attraversa l’Italia di quegli anni e che ancora oggi ci interroga.

 

De Cataldo costruisce un romanzo di tensione e memoria, dove la trama poliziesca diventa un pretesto per raccontare la nascita di un male più grande: quello della connivenza, dell’indifferenza, del potere che manipola la verità. La sua scrittura è asciutta ma evocativa, capace di restituire in poche righe l’atmosfera di un’epoca. Roma non è solo lo sfondo, ma un personaggio vivo: le piazze, i caffè, le strade di Trastevere e di Testaccio, i palazzi ministeriali e le periferie dove comincia a insinuarsi la droga, diventano la geografia morale di un Paese intero.

Nel corso dell’indagine, Paco Durante non combatte soltanto contro i criminali, ma contro il tempo e contro le istituzioni che vorrebbero archiviare tutto. È un poliziotto che pensa, e proprio per questo diventa scomodo. La sua è una battaglia solitaria, un viaggio dentro le menzogne collettive di un’Italia che si scopre fragile, manipolabile, pronta a dimenticare.

Con Una storia sbagliata, De Cataldo sceglie la forma breve per dire l’essenziale. In poco più di cento pagine costruisce una parabola morale, un piccolo romanzo civile che parla di noi, delle nostre paure e delle nostre rinunce. La “storia sbagliata” del titolo non è solo quella della ragazza morta o dell’indagine deviata, ma anche quella di un Paese che troppe volte ha preferito non vedere, non sapere, non ricordare.

L’autore di Romanzo criminale abbandona qui i toni epici della saga per tornare all’intimità della storia individuale, al dramma di un uomo solo contro il potere. Ne emerge un racconto compatto, intenso, che si legge d’un fiato ma resta a lungo nella mente: perché il mistero più grande, ci suggerisce De Cataldo, non è quello di un delitto irrisolto, ma quello della verità che nessuno vuole sentire.

 

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