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Una voce ritrovata
Martedì 28 Ottobre 2025 16:39
Maria Fanizza
Immaginate di aprire un volume e sentire, nelle pagine che seguono, il respiro silenzioso di un’artista del Rinascimento: Sofonisba Anguissola. Non soltanto la pittrice, riconosciuta per i suoi ritratti e la sua audacia, ma la donna che si specchia, riflette, scrive a sé – e a noi. In «Come in uno specchio», Flavio Caroli ci propone proprio questo: di ascoltare Sofonisba in prima persona, nel suo diario “ritrovato”, tra passi di vita, pensieri intimi, scoperte e inquietudini. Un diario immaginato che diventa specchio del tempo Il libro immagina che Sofonisba, nata a Cremona nel XVI secolo, metta per iscritto non solo i fatti – i viaggi, gli incarichi alla corte spagnola, i ritratti – ma anche ciò che non si vede: le emozioni, le incertezze, la forza necessaria per decidere di essere artista donna in un mondo che raramente concedeva alle donne quel ruolo. Caroli sceglie la prima persona così da trasformare la narrazione in un dialogo audace tra passate epoche e sguardo contemporaneo. Arte, femminilità, ribellione Sofonisba non è presentata solo come abile ritrattista: il libro apre il sipario su una vita che sfida convenzioni. La sua formazione, l’educazione concessa dal padre Amilcare, la scelta di dipingere nonostante le limitazioni per le donne dell’epoca – tutto questo si affaccia come specchio delle questioni che ancora oggi interroghiamo. E il ritratto diventa metafora della presenza: ella stessa si autoritrae, e da quel “sé” pittorico passa al “sé” scritto, nel diario immaginato da Caroli. Perché leggerlo |
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