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Gli Uffizi da mangiare

Domenica 17 Gennaio 2021 16:50 Maria Fanizza
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Gli Uffizi da mangiare di Maria Fanizzacerruti bambino con pesce

Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt lancia la nuova iniziativa social delle Gallerie fiorentine: “Uffizi da mangiare”. la serie di video in cui, ogni domenica sul profilo Facebook del museo, chef stellati e celebrità dell’enogastronomia cucineranno ispirandosi ai dipinti dei grandi maestri dell’arte. Come una sorta di “Masterchef dell’arte”, la serie di visite “da gustare” a  partire dal 17 gennaio 2021 fino a primavera inoltrata, grandi personalità del mondo gastronomico toscano e chef stellati saranno chiamati a sostituire gli storici nelle “cucine” degli Uffizi e a lasciarsi ispirare dagli ingredienti dipinti in alcuni capolavori celebri della collezione per (re)interpretarli in diretta ai fornelli. Aromi e sapori – di corte o di osteria – modernità e tradizione. Che sapore hanno le tavole e le dispense dipinte dai grandi maestri della storia dell’arte?  Esse prenderanno vita tra le mani di grandi chef italiani a caccia di nuovi piatti gourmet nascosti nei pantagruelici banchetti della storia dell’arte.Le silenziose nature morte dimenticate per secoli in cucina da cuochi sbadati dipinte e rese eterne  sulla tela,

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Festeggiamenti per il compleanno del musicista Nicolò Piccinni

Domenica 17 Gennaio 2021 15:49 Maria Fanizza
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Niccolo picinni statua bariFesteggiamenti per il compleanno del musicista Nicolò Piccinni

Maria Fanizza

La città di Bari ieri ,16 gennaio, ha  celebrato il compleanno di Niccolò Piccinni, il grande musicista e compositore  che nel 1700 contribuì ad innovare l’Opera Buffa. Nato a Bari (16 gennaio 1728) e formatosi al Conservatorio di Napoli, fu invitato a Parigi dove riscosse grandissimo successo alla corte della regina Maria Antonietta di Francia.

Il FAI Delegazione Bari, in collaborazione con il Museo Civico Bari ,,ha organizzato per il secondo anno consecutivo il “Compleanno di Piccinni”

Sulla pagina facebook della Delegazione FAI di Bari, videotour dedicato a Piccinni e ai luoghi Piccinniani più significativI, realizzato dall'associazione Formediterre con la regia di Antonio Minelli e la grafica di Alessia Carrieri, musiche di Niccolò Piccinni, revisione di Grazia Bonasia - ensemble Il Mondo della Luna.

Soprano Vittoria Didonna

Baritono Giuseppe Naviglio

Direttore d'orchestra Grazia Bonasia.

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"L'isola di Martina" : un'isola che fa sognare

Mercoledì 28 Ottobre 2020 14:54 Vincenza Fanizza
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foto libro isola

Piacerà a moltissimi lettori questa breve e deliziosa opera di Vincenza Fanizza. A me è piaciuta tanto, perché sia per il contenuto che per lo stile, ha il merito raro della “leggerezza”, di quella leggerezza di cui parla Calvino nelle “Lezioni Americane”, intesa come capacità di farci “volare in un altro mondo”, e di farci estraniare dal fardello del vivere quotidiano. E' la forza dell'arte e qui si tratta di poesia. Il testo di Vincenza è un diario originale, scritto in modo lirico, sintetico, autentico, modernissimo. E' il racconto di un'estate passata all'Elba insieme alla nipotina Martina, che viene condotta alla scoperta di vari luoghi caratteristici e incantevoli dell'isola. Potrebbe definirsi anche una guida - piuttosto particolare - perché le descrizioni delle giornate passate al mare su spiagge da favola o all'interno del territorio, visitando borghi medioevali fermi nel tempo, sono intervallate da ricordi di alcune fasi della crescita della bambina. Ci sembra così di giungere in un'isola mitica, immersi in una natura incontaminata, ricca di insenature dagli arenili dorati o da battigie costituite da ciottoli di varia forma e colore. Non mancano gli accenni agli alberi con i loro frutti e i profumi delle zone pianeggianti, collinari o montuose. Poche note poi bastano per creare dei quadri impressionisti dai colori sfumati tra il rosa e il rosso di un' alba o tra l'arancio e il rosso di un tramonto del sole, indimenticabili. E su tutto, domina la presenza del mare, così vivo, reale come un essere amato, con le sue onde che cambiano tonalità dal verde, al celeste, all'azzurro, al blu, fino al grigio, al nero, al dorato, a seconda delle ore del giorno. Un mare dall'acqua cristallina, limpida che suscita l'idea dell'immensità e della bellezza eterna e che è come un balsamo per chi viene dalla città, e vuol dimenticare tutto ciò che è fastidioso, pesante, duro da sopportare. Un mare che ti avvolge con la sua freschezza e ti dona vitalità e gioia di esistere. E ciascuno non può non vivere l'allegria di Martina, mentre nuota, danza, pesca con il retino, sola o con gli amici e sentirsi ringiovanire. Fanno tanto bene allo spirito queste pagine, soprattutto in questo periodo difficile di isolamento: si pensa che ancora esistono nel nostro paese luoghi non deturpati né inquinati e nasce in noi il desiderio di visitarli per la prima volta o di rivederli, ampliandone la conoscenza. Nasce in noi il proposito di adoperarsi, perché rimangano tali o che altri simili siano conservati con cura.

Il libro ha una struttura insolita, che si ispira alla tecnica cinematografica e televisiva: la narrazione delle gite si interrompe varie volte per tornare al passato e creare scenari diversi in cui la protagonista è Martina.”

Ultimo aggiornamento ( Domenica 17 Gennaio 2021 15:58 ) Leggi tutto...
 

Una favola sotto l'albero

Mercoledì 23 Dicembre 2020 07:59 Vincenza Fanizza
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Una favola sotto l’albero

 di Martina Guerri

C’era una volta un orco che viveva in una grotta. L’orco si vergognava di andare dagli umani e vivere con loro perché era molto timido. Gli uomini odiavano l’orco e pensavano che lui vivesse in una grotta buia e malvagia. Erano convinti che si cibasse di corpi di uomini, mangiati in un solo boccone. In realtà non si sapeva se l’orco fosse buono o cattivo. Una volta una bambina stava facendo una passeggiata e trovò l’entrata della grotta dove viveva l’orco. Alla bambina non avevano mai parlato di questo orco. C’erano molti altri problemi a quell’epoca nel 2020!

Il Covid 19 aveva invaso case e città e tutti erano preoccupati. Le persone non credevano più agli orchi, alle fate e ad altri personaggi delle favole.  

Ma l’orco viveva isolato e non sapeva nulla…

Ultimo aggiornamento ( Domenica 17 Gennaio 2021 15:51 ) Leggi tutto...
 

Pistoletto ed il Terzo Paradiso

Domenica 19 Aprile 2020 08:27 Maria Fanizza
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Pistoletto ed il terzo paradiso Mariella Fanizza (da città dellarte,journal)

Pistoletto Venere degli stracciPistoletto portrait

 

 

Corona virus solo il nome ci fa venire i brividi, la consapevolezza sociale è quella di vivere un periodo storico che verrà tristemente ricordato nei libri di storia del futuro, verrà il momento della rinascita? E nel manuale che racconterà il nostro presente, ci sarà un epilogo felice o quasi? Non è una retorica domanda, ma la suggestione originata dalle testimonianze di coloro che sono riusciti a passare oltre la malattia. Tra questi c’è Michelangelo Pistoletto. Il fondatore di Cittadellarte, dopo aver accusato i sintomi tipici della malattia ed essere stato ricoverato, è risultato positivo al tampone. Nelle ultime settimane ha affrontato il Covid-19 ed è alle battute finali per vincerlo. Inizialmente, anche data la sua età – 86 anni – le sue condizioni di salute hanno destato preoccupazione. Ma ce l’ha quasi fatta.

A testimoniare il suo miglioramento è proprio l’intervista avvenuta in collegamento con l’ospedale di Biella.

 

“Pronto?”

Michelangelo, innanzitutto come stai?

Sto meglio. Dopo 3 settimane e mezzo sono sul punto di essere dimesso, probabilmente tra uno o due giorni.

 

Ci racconti la tua personale esperienza?

La mia esperienza non è differente da quella di tutti gli altri. Chi è in cura prova un senso di totale immobilità che condividiamo tutti, in un modo o nell’altro. Io sono rimasto isolato in un ospedale perché sono stato toccato direttamente dal virus, ma per fortuna soltanto in maniera lieve.

In questo mio isolamento ho avuto la possibilità di riflettere molto: ho pensato che è un’occasione per uscire con un cambiamento da questa esperienza terribile e mondiale. Il cambiamento a cui mi riferisco è quello che stiamo preparando ormai da decenni, ossia quello relativo all’incontro delle differenze rappresentato dal Terzo Paradiso.C’è bisogno di passare a una terza fase dell’umanità, che metta insieme natura e artificio, come comunicato dal simbolo trinamico. Nel Terzo Paradiso, nei due cerchi esterni ci sono dualità, tensioni e contro tensioni, elementi contrastanti e diversi, che però al centro si uniscono per creare una situazione nuova. La creazione sta nell’unire elementi differenti in maniera tale da dar vita a qualcosa di nuovo.

Abbiamo tensioni nel mondo, ma la più radicale e terribile è il potere che l’artificio ha dato all’uomo, che si è rivelato un degrado inimmaginabile per la natura. Il Terzo Paradiso mette insieme proprio natura e artificio, due opposti. La radice della parola ‘artificio’, inoltre, è proprio ‘arte’, un collegamento che evidenzia l’artificialità del mondo attuale umano.

A Cittadellarte siamo impegnati in prima linea a lavorare perché si riesca in tutti i modi a trovare l’equilibrio tra questi opposti. Ad esempio, La Mela Reintegrata è un’opera in cui il frutto in questione rappresenta la natura e il morso l’artificio. Quest’ultimo, però, ha ormai divorato la mela: la scienza e la tecnica devono ritornare verso la natura e ricucire il loro rapporto in maniera equilibrata. 

Il Coronavirus è un allarme lanciato dalla Terra che ci mette di fronte alle nostre responsabilità o la pandemia può avere una ricaduta positiva a livello di coscienza?

Ultimo aggiornamento ( Domenica 19 Aprile 2020 18:00 ) Leggi tutto...
 


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