"L'isola di Martina" : un'isola che fa sognare

Piacerà a moltissimi lettori questa breve e deliziosa opera di Vincenza Fanizza. A me è piaciuta tanto, perché sia per il contenuto che per lo stile, ha il merito raro della “leggerezza”, di quella leggerezza di cui parla Calvino nelle “Lezioni Americane”, intesa come capacità di farci “volare in un altro mondo”, e di farci estraniare dal fardello del vivere quotidiano. E' la forza dell'arte e qui si tratta di poesia. Il testo di Vincenza è un diario originale, scritto in modo lirico, sintetico, autentico, modernissimo. E' il racconto di un'estate passata all'Elba insieme alla nipotina Martina, che viene condotta alla scoperta di vari luoghi caratteristici e incantevoli dell'isola. Potrebbe definirsi anche una guida - piuttosto particolare - perché le descrizioni delle giornate passate al mare su spiagge da favola o all'interno del territorio, visitando borghi medioevali fermi nel tempo, sono intervallate da ricordi di alcune fasi della crescita della bambina. Ci sembra così di giungere in un'isola mitica, immersi in una natura incontaminata, ricca di insenature dagli arenili dorati o da battigie costituite da ciottoli di varia forma e colore. Non mancano gli accenni agli alberi con i loro frutti e i profumi delle zone pianeggianti, collinari o montuose. Poche note poi bastano per creare dei quadri impressionisti dai colori sfumati tra il rosa e il rosso di un' alba o tra l'arancio e il rosso di un tramonto del sole, indimenticabili. E su tutto, domina la presenza del mare, così vivo, reale come un essere amato, con le sue onde che cambiano tonalità dal verde, al celeste, all'azzurro, al blu, fino al grigio, al nero, al dorato, a seconda delle ore del giorno. Un mare dall'acqua cristallina, limpida che suscita l'idea dell'immensità e della bellezza eterna e che è come un balsamo per chi viene dalla città, e vuol dimenticare tutto ciò che è fastidioso, pesante, duro da sopportare. Un mare che ti avvolge con la sua freschezza e ti dona vitalità e gioia di esistere. E ciascuno non può non vivere l'allegria di Martina, mentre nuota, danza, pesca con il retino, sola o con gli amici e sentirsi ringiovanire. Fanno tanto bene allo spirito queste pagine, soprattutto in questo periodo difficile di isolamento: si pensa che ancora esistono nel nostro paese luoghi non deturpati né inquinati e nasce in noi il desiderio di visitarli per la prima volta o di rivederli, ampliandone la conoscenza. Nasce in noi il proposito di adoperarsi, perché rimangano tali o che altri simili siano conservati con cura.
Il libro ha una struttura insolita, che si ispira alla tecnica cinematografica e televisiva: la narrazione delle gite si interrompe varie volte per tornare al passato e creare scenari diversi in cui la protagonista è Martina.”
Ultimo aggiornamento ( Domenica 17 Gennaio 2021 15:58 )
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Pasqua e Pasquetta solidale A Bari
A BARI PASQUA E PASQUETTA SOLIDALI PER LE PERSONE SENZA DIMORA E IN GRAVE DIFFICOLTÀ
Maria Fanizza
Nonostante le difficoltà derivanti dall’emergenza sanitaria, la macchina della solidarietà non si ferma. Anche quest’anno, infatti, sono state organizzate iniziative a sostegno delle persone senza dimora e in difficoltà nelle giornate di Pasqua e Pasquetta.
Grazie alla collaborazione tra l’assessorato al Welfare, il privato sociale e la rete composta dalle associazioni di volontariato laico e cattolico, domenica 12 e lunedì 13 aprile saranno assicurati i servizi di somministrazione di alimenti, a pranzo e a cena, a coloro che vivono in condizioni di estrema fragilità, con accesso e ritiro o consumo dei pasti in modo contingentato al fine di garantire la distanza di sicurezza tra le persone, come previsto dalla normativa in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da covid 19.
Per la domenica di Pasqua il programma prevede l’organizzazione del pranzo a cura della Caritas diocesana di Bari-Bitonto presso la parrocchia Santa Chiara, dalle ore 11.30 alle 12.15, in strada Santa Chiara a Bari vecchia; della cena si occuperanno le suore missionarie della Carità che distribuiranno gli alimenti grazie al supporto dei volontari della rete del Welfare e dell’associazione nazionale dei Carabinieri, dalle ore 16 alle 17, sull’extramurale Capruzzi.
Il centro diurno comunale Area 51, invece, provvederà a fornire i pasti agli ospiti dei centri di accoglienza notturna “Andromeda” e “Don Vito Diana”: saranno preparati, sia a pranzo sia a cena, antipasti, primi, secondi, frutta e cioccolata per 84 persone, serviti all’interno delle due strutture gestite dalla cooperativa Caps e dalla Caritas, che dal primo giorno dell’emergenza stanno realizzando servizi per persone senza dimora h24, assicurando loro cibo, farmaci e servizi di base.
Per quanto riguarda il giorno di Pasquetta, il pranzo a cura della Caritas diocesana di Bari-Bitonto sarà servito presso la chiesa San Carlo Borromeo, dalle ore 11.45 alle 12.30, in via Colonnello de Cristoforis 7, mentre la cena sarà somministrata presso la chiesa San Sabino, dalle ore 16.30 alle 18, in via Caduti del 28 Luglio 1943, 5.
Sempre lunedì 13 aprile, il centro diurno Area 51 replicherà quanto previsto per la domenica di Pasqua.
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 10 Aprile 2020 12:02 )
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Pistoletto ed il Terzo Paradiso
Pistoletto ed il terzo paradiso Mariella Fanizza (da città dellarte,journal)
 
Corona virus solo il nome ci fa venire i brividi, la consapevolezza sociale è quella di vivere un periodo storico che verrà tristemente ricordato nei libri di storia del futuro, verrà il momento della rinascita? E nel manuale che racconterà il nostro presente, ci sarà un epilogo felice o quasi? Non è una retorica domanda, ma la suggestione originata dalle testimonianze di coloro che sono riusciti a passare oltre la malattia. Tra questi c’è Michelangelo Pistoletto. Il fondatore di Cittadellarte, dopo aver accusato i sintomi tipici della malattia ed essere stato ricoverato, è risultato positivo al tampone. Nelle ultime settimane ha affrontato il Covid-19 ed è alle battute finali per vincerlo. Inizialmente, anche data la sua età – 86 anni – le sue condizioni di salute hanno destato preoccupazione. Ma ce l’ha quasi fatta.
A testimoniare il suo miglioramento è proprio l’intervista avvenuta in collegamento con l’ospedale di Biella.
“Pronto?”
Michelangelo, innanzitutto come stai?
Sto meglio. Dopo 3 settimane e mezzo sono sul punto di essere dimesso, probabilmente tra uno o due giorni.
Ci racconti la tua personale esperienza?
La mia esperienza non è differente da quella di tutti gli altri. Chi è in cura prova un senso di totale immobilità che condividiamo tutti, in un modo o nell’altro. Io sono rimasto isolato in un ospedale perché sono stato toccato direttamente dal virus, ma per fortuna soltanto in maniera lieve.
In questo mio isolamento ho avuto la possibilità di riflettere molto: ho pensato che è un’occasione per uscire con un cambiamento da questa esperienza terribile e mondiale. Il cambiamento a cui mi riferisco è quello che stiamo preparando ormai da decenni, ossia quello relativo all’incontro delle differenze rappresentato dal Terzo Paradiso.C’è bisogno di passare a una terza fase dell’umanità, che metta insieme natura e artificio, come comunicato dal simbolo trinamico. Nel Terzo Paradiso, nei due cerchi esterni ci sono dualità, tensioni e contro tensioni, elementi contrastanti e diversi, che però al centro si uniscono per creare una situazione nuova. La creazione sta nell’unire elementi differenti in maniera tale da dar vita a qualcosa di nuovo.
Abbiamo tensioni nel mondo, ma la più radicale e terribile è il potere che l’artificio ha dato all’uomo, che si è rivelato un degrado inimmaginabile per la natura. Il Terzo Paradiso mette insieme proprio natura e artificio, due opposti. La radice della parola ‘artificio’, inoltre, è proprio ‘arte’, un collegamento che evidenzia l’artificialità del mondo attuale umano.
A Cittadellarte siamo impegnati in prima linea a lavorare perché si riesca in tutti i modi a trovare l’equilibrio tra questi opposti. Ad esempio, La Mela Reintegrata è un’opera in cui il frutto in questione rappresenta la natura e il morso l’artificio. Quest’ultimo, però, ha ormai divorato la mela: la scienza e la tecnica devono ritornare verso la natura e ricucire il loro rapporto in maniera equilibrata.
Il Coronavirus è un allarme lanciato dalla Terra che ci mette di fronte alle nostre responsabilità o la pandemia può avere una ricaduta positiva a livello di coscienza?
Ultimo aggiornamento ( Domenica 19 Aprile 2020 18:00 )
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Un incontro interessante
Un incontro interessante di Mariella Fanizza
Questa mattina nel teatro Piccinni a Bari abbiamo incontrato il sindaco Antonio Decaro e la signora Antonelli Annamaria, nipote di Angelo Antonelli fondatore dell’omonima ditta. Nel foyer del Piccinni è stata esposto il negativo su lastra di vetro alla gelatina al bromuro d’argento,dal giorno della riapertura del teatro comunale, lo scorso 5 dicembre. La fotografia è stata esposta in una teca contenente un negativo su lastra di vetro che ritrae l’interno del teatro. Si tratta di uno scatto risalente al 1903, che restituisce un’immagine dell’apparato decorativo del Piccinni come appariva prima del restauro avvenuto nel 1914. All’interno della teca, accanto al negativo (formato 30x40 cm), una riproduzione a stampa b&n su carta politenata.
“Ho voluto ringraziare personalmente la signora Antonelli, gli eredi e la Sovrintendenza per l’opportunità che hanno dato alla città e alla migliaia di persone che sono state al Piccinni dal giorno della sua riapertura - ha dichiarato il sindaco di Bari -. In tantissimi hanno potuto ammirare questa lastra e la fotografia scattata 11 anni prima del primo intervento di restauro che ha interessato il teatro comunale.
Questa immagine ci ha permesso di capire come apparisse il teatro nella sua veste originaria, ed è stata un’emozione particolare sia per l’amministrazione comunale, sia per tutti i cittadini che hanno frequentato il teatro in questi mesi”.
Descrizione storico-tecnica
Ultimo aggiornamento ( Venerdì 28 Febbraio 2020 16:49 )
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