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Marcia della pace

Domenica 19 Aprile 2026 09:54 Maria Fanizza
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IMG 2831Diciamo no alla guerra. Fanizza Maria

Marcia per la Pace in Capitanata: dalla Comunità Emmaus all’aeroporto di Amendola per dire no alla guerra

Torna, per la sua tredicesima edizione, la marcia per la pace organizzata dalla Rete dei Comitati per la Pace di Puglia e dal Coordinamento Capitanata per la Pace. Un appuntamento ormai consolidato che, anno dopo anno, richiama cittadini, associazioni e realtà del territorio a mobilitarsi contro la guerra e ogni forma di militarizzazione.

La marcia partirà dalla Comunità Emmaus di Foggia e si concluderà presso l’aeroporto militare di Amendola, uno dei principali presidi strategici delle forze armate italiane. Il percorso non è soltanto geografico, ma simbolico: un cammino che unisce l’impegno sociale e solidale rappresentato da Emmaus alla denuncia delle politiche militari incarnate dalla base di Amendola.

Al centro della mobilitazione c’è un messaggio chiaro e netto: dire no alle guerre, alla corsa al riarmo e alla crescente militarizzazione del territorio. Temi sempre più urgenti in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, ma che trovano una declinazione concreta proprio in Puglia, regione che negli anni è diventata uno dei principali snodi militari del Paese.

La base di Amendola, infatti, è solo uno dei numerosi presidi presenti sul territorio pugliese. Una concentrazione che contribuisce a trasformare la regione in un vero e proprio avamposto strategico nel cuore del Mediterraneo. Una prospettiva che, secondo gli organizzatori, si pone in netto contrasto con la storia, la vocazione e gli interessi della Puglia.

 

La regione, infatti, è tradizionalmente terra di incontro e di scambio, crocevia naturale tra Europa, vicino Oriente e Africa settentrionale. Una posizione che dovrebbe essere valorizzata attraverso politiche di cooperazione internazionale, accoglienza e dialogo, piuttosto che attraverso un rafforzamento della presenza militare.

La marcia per la pace si propone dunque non solo come momento di protesta, ma anche come occasione di riflessione collettiva sul futuro del territorio. Un invito a immaginare una Puglia:  ponte di pace tra i popoli.

In un tempo segnato da divisioni e conflitti, l’iniziativa rilancia un messaggio semplice ma potente: la pace non è un’utopia, ma una scelta concreta che passa anche attraverso l’impegno dei cittadini e dei territori.

 

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