Verranno di notte
Verranno di notte Fanizza Maria
Paolo Rumiz con la repubblica pubblica ogni settimana i resoconti dei suoi viaggi Il primo libro uscito il 6/12/2024 si chiama “Verranno di notte”è un romanzo che esplora la fragilità del nostro mondo moderno di fronte a una crisi improvvisa. È un’opera intensa e riflessiva, che mescola elementi di narrativa e cronaca per indagare cosa accadrebbe se le fondamenta della nostra società venissero scosse da un blackout totale.Verranno di notte di Paolo Rumiz è un romanzo che esplora la fragilità del nostro mondo moderno di fronte a una crisi improvvisa. È un’opera intensa e riflessiva, che mescola elementi di narrativa e cronaca per indagare cosa accadrebbe se le fondamenta della nostra società venissero scosse da un blackout totale.Il libro si apre con una catastrofe: un blackout improvviso lascia al buio l’intero continente europeo. Non ci sono spiegazioni immediate, ma le conseguenze sono devastanti. Senza elettricità, si fermano le comunicazioni, i trasporti, il riscaldamento, l’accesso all’acqua potabile e la produzione alimentare. In pochi giorni, il tessuto sociale inizia a sgretolarsi.La narrazione segue un gruppo di persone che cercano di sopravvivere e di capire cosa stia accadendo. Tra i protagonisti ci sono personaggi provenienti da diverse parti d’Europa, ognuno con una storia e una prospettiva diversa. Rumiz dipinge un quadro variegato, mostrando come le persone reagiscano al crollo delle certezze moderne: chi si abbandona al caos, chi si aggrappa alla solidarietà, e chi approfitta della situazione.Temi Principali:
1.Vulnerabilità della civiltà moderna: Il romanzo pone una domanda cruciale: quanto siamo dipendenti dall’energia e dalle tecnologie? Rumiz esplora il lato oscuro del progresso, mostrando come il nostro mondo iperconnesso sia anche estremamente fragile.
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Il Dio dei nostri padri
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Il Dio dei nostri padri Maria Fanizza
Cazzullo nel suo libro “il Dio dei nostri padri” e’ affascinato dalle storie raccontate dalla Bibbia ma incontra anche Fenoglio, Tolstoj, Mc Carthy, Pennac. E parla anche di fatti di cronaca del costume italiano, come la ribellione di Franca Viola. I sogni di Freud. Gaza. La maternità surrogata, la denatalità. L’origine di espressioni che usiamo oggi: l’anno sabbatico, la traversata nel deserto, il giubileo, il capro espiatorio. Il libro è da settimane in cima alla classifica dei bestseller.
«Ho ricominciato a leggere la Bibbia al capezzale di mio padre», scrive nelle prime pagine. Era un anno fa. Cazzullo era a Madrid su un palco. Un presentimento. La telefonata del fratello: «Vieni subito ». Torna in tempo. Il padre lo ha aspettato. Staranno insieme altri due mesi, gli ultimi. «L’aldilà esiste, Aldo», gli assicura prima di spirare. E infatti, alle persone che intervista, sempre Cazzullo chiede se “l’aldilà esiste”. E quindi questo è anche un libro sul padre, che gli è stato di esempio nella vita e su l’ aldilà Cazzullo sente che la Bibbia ci rappresenta, «ci parla di noi». È l’origine della nostra cultura. E come tutti i romanzi «non tutto è logico, razionale, comprensibile».
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La ciclovia a Gioia del colle
La ciclovia a Gioia del colle Mario Bosco
La Giunta regionale ha stanziato 400.000 euro per l’aggiornamento del progetto di fattibilità tecnico economica e la progettazione esecutiva del tratto della ciclovia turistica dell’Acquedotto Pugliese denominato “Bretella Bari-Gioia del Colle”, a cura di Acquedotto Pugliese S.p.A. in qualità di soggetto attuatore.
Il tratto denominato “Bretella Bari-Gioia del Colle”, della lunghezza di circa km 40, correrà sulla strada di servizio che costeggia la condotta idrica che dal nodo di Gioia del Colle giunge a Bari e, in linea con le previsioni del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, approvato con DGR n. 406 del 27 marzo 2023, metterà in connessione diretta due ciclovie pugliesi, comprese nel Sistema Nazionale delle ciclovie turistiche, ossia la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese e la Ciclovia Adriatica, che percorre l’intero litorale pugliese fino a Santa Maria di Leuca.
“La realizzazione di questa bretella consentirà alla Ciclovia turistica dell’Aqp di diramarsi ancor di più sul territorio pugliese -. Ma soprattutto connetterà le due Ciclovie turistiche pugliesi, permettendo ai cicloturisti di raggiungere diversi e numerosi punti della nostra magnifica Puglia con un mezzo di trasporto che, oltre al vantaggio di non inquinare e far bene alla salute, dà la possibilità di scoprire paesaggi e scorci che nessun altro mezzo di trasporto può raggiungere. Seguendo questa visione la regione Puglia si sta attivando in favore dei cammini pedonali, così da rendere, là dove è possibile, le piste ciclabili anche ciclopedonali.”
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La Fondazione Pascali
La Fondazione Pascali di Polignano a Mare Maria Fanizza
presenta nel basement la mostra Antonio Marchetti Lamera – Breathed on by lights / Soffiato dalla luce a cura di Neylan Bağcıoğlu İzgi. La mostra che inaugura il 15 novembre alle ore 18 resterà aperta al pubblico fino al 12 gennaio 2025, presentando un insieme di opere inedite dalla produzione più recente dell’artista, nato a Bergamo nel 1964 (vive e lavora a Torre Pallavicina).
In queste, la pittura indaga le componenti filosofiche, spirituali e visuali della luce, componente immateriale della nostra percezione della realtà. Assumendo il confine adriatico e l’estensione mediterranea come soglia che collega geografie, culture e storie millenarie tra Oriente e Occidente, Antonio Marchetti Lamera indaga l’esperienza di una visione aurorale, l’emergere delle cose dal buio nell’attimo crepuscolare che le consegna al visibile.
Sin dal titolo della mostra, tratto dal romanzo di Italo Calvino Il cavaliere inesistente, l’artista sembra concentrarsi su quell’attimo “in cui gli oggetti perdono la consistenza d’ombra che li accompagna durante la notte e riacquistano gradualmente colore, attraversando un limbo incerto, appena sfiorati, soffiati dalla luce”. La sua ricerca parte dalla fascinazione subita dalla città di Istanbul, luogo in cui massimamente il dialogo interculturale dà forma e carattere a un’architettura millenaria. Ed è soprattutto il rapporto con il mare – la vitalità della costa, le piccole imbarcazioni dei pescatori e le grandi navi all’orizzonte, e ancora la forza visiva della luce – a legare la capitale turca a Polignano, dove Marchetti ha già esposto nel 2021 negli spazi di Exchiesetta, in una connessione che alimenta l’immaginario di un viaggio nella storia e nell’identità.
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