La notte dei ricercatori
La notte dei ricercatori Maria Fanizza Torna venerdì, 27 settembre, a Bari e in tutta Europa, la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, uno dei principali eventi internazionali dedicati al dialogo tra ricerca e società. L’iniziativa è promossa dall’Unione Europea dal 2005, nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska Curie.
A Bari le attività si concentreranno in piazza Umberto I, nel cuore della città, dove già dalla mattina a partire dalle ore 10, e senza interruzione, fino alle 22, sarà possibile stupirsi, incuriosirsi e divertirsi con attività pensate per visitatori di tutte le età distribuite in ben 60 stand interattivi.
Sarà un’occasione unica di incontro tra la cittadinanza e il mondo della ricerca, che si svolgerà in una atmosfera informale e giocosa e permetterà di informarsi sulle ultime novità dal mondo della ricerca, di immergersi in giochi, esperimenti e attività pratiche, di ascoltare gli interventi che verranno messi in scena su un palco e soprattutto di dialogare con chi ha fatto della ricerca la propria missione.
Nel capoluogo pugliese la popolare manifestazione, giunta all’undicesima edizione, è organizzata dall'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dal Politecnico di Bari, dall’Università LUM “Giuseppe Degennaro”, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), dal Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l'analisi dell'Economia Agraria (CREA) e dall’I.R.C.C.S. Istituto Tumori “Giovanni Paolo II”, con la partecipazione dell’Associazione Italiana Studenti di Fisica (AISF), del National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI), di EIT Food - European Institute of Innovation and Technology, della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro e del Sistema Museale di Ateneo di Bari (SIMA), e con il patrocinio della Città e del Municipio I di Bari.
Il visitatore potrà seguire un percorso multidisciplinare che si snoderà in 60 stand accompagnato dai ricercatori e le ricercatrici di tutti gli enti partecipanti, i quali non si limiteranno a presentare i risultati delle loro ricerche ma condivideranno la loro passione e le loro esperienze, le aspettative, i sogni, i successi e le difficoltà. Sarà un viaggio alla scoperta delle nuove frontiere della conoscenza sviluppate sul nostro territorio: dall’ingegneria alla robotica, dalla sensoristica high-tech per scopi medicali e ambientali alla statistica, dalle nuove tecnologie ambientali alle nuove frontiere della medicina e della farmacologia applicata; e poi l’esplorazione dei misteri dell’Universo, dallo spazio più profondo agli abissi marini, la ricerca sui componenti elementari della materia, il monitoraggio degli ecosistemi, lo spazio e le telecomunicazioni, la scienza dell’alimentazione e la nutraceutica, la tutela della salute umana e ambientale, l’utilizzo del machine learning per la gestione sostenibile delle risorse idriche e la conservazione della biodiversità, e tanto altro.
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Abbandonare gli smartphone?
Abbandonare gli smartphone?Maria Fanizza
Un gruppo di giovani a Newyork lo fa.
Immaginate un gruppo di ragazzi seduti in cerchio, immersi tra le pagine di Tolstoj e Dostoevskij. Una chitarra, qualche chiacchera, niente smartphone: non è il malinconico ricordo dei lontani anni ’70, ma è la rivoluzione del Luddite Club, il gruppo dei giovani della Murrow High school, a Newyork.Si tratta di studenti che hanno scelto di rinunciare a smartphone e social con il fine di condurre una vita piu semplice senza smartphone., che leggono libri, dialogano tra loro e ascoltano musica.Come racconta il New York Times ogni domenica, che ci sia sole o pioggia, il gruppo di adolescenti si riunisce sui gradini della Central Library in Grand Army Plaza a Brooklyn per dare inizio all'incontro settimanale del Luddite Club. “Siamo qui ogni domenica, anche con la neve. Non ci teniamo in contatto l'uno con l'altro attraverso i telefoni; quindi, per incontraci, è necessario presentarsi qui”.Dice una ragazza del club. Si spostano poi su una collina presente nel parco. Per fare parte del gruppo è sufficiente l’iscrizione, e chi sceglie di iscriversi deve rispettare alcune semplici regole, come quella di tornare ad adoperare i vecchi cellulari, quelli a conchiglia, il cui utilizzo è mirato soltanto alla funzione primaria del telefono: effettuare e ricevere chiamate. Viene inoltre richiesto di tornare ai vecchi valori, come riunirsi dopo aver concluso le ore scolastiche, condividendo il tempo giocando, cantando, leggendo libri e suonando la chitarra.
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Settembre 2024 06:33 )
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Sunplugged festival a Bari
Dal 25 settembre all’8 ottobre, la città di Bari ospita Sunplugged Festival, Maria Fanizza
il festival che esplora nuovi rituali sostenibili legati alla luce solare ponendo al centro il patrimonio culturale e le trasformazioni urbane.
Il progetto è finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Creative Europe. Organizzato in collaborazione con importanti partner europei, tra cui Basso Profilo APS (Italia), Associazione ArQuente (Portogallo) e Transversal Project (Svezia), Sunplugged festival si propone di esplorare il rapporto tra città, comunità e sole, in un momento storico caratterizzato dalla “permacrisi”.
Il programma propone una serie di eventi che combinano arte, performance e design esplorando la sostenibilità attraverso il tema della luce solare; include inoltre incontri pubblici con artisti e curatori, laboratori partecipativi per creare performance collettive, e una camminata performativa lungo la costa, oltre a workshop di design focalizzati sull’uso dell’energia solare per promuovere pratiche creative ecologicamente sostenibili.
Nell’ambito degli appuntamenti del festival oggi, mercoledì 25 settembre, dalle ore 18, l’Urban Center di via De Bellis ospiterà un confronto civico che indaga le relazioni tra luce solare, patrimonio, cambiamento climatico e trasformazioni urbane nella città di Bari con gli interventi di Giovanna Iacovone, vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana e sociale; Elda Perlino, assessora comunale al Clima, Transizione ecologica e Ambiente; Anna Vella, dirigente Pianificazione Territorio e PRG, Comune di Bari; Patrizia Pirro, funzionaria specialista, Comune di Bari; Kah Bee Chow, Tò Quintas, Teatringestazione - artist3, Sunplugged; Farah Makki, Leonardo Delmonte, Marica Girardi - curator3 progetto Sunplugged per Basso Profilo.
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Phest Maria Fanizza
Torna a Monopoli Phest, il festival internazionale di fotografia e arte fino al 3 novembre: 33 mostre imperdibili. Su tutte l’antologica di Man Ray, tema di questa nona edizione: Il sogno, che danza con l’intelligenza artificiale, e la fotografia che fa volare il vero portandolo nel territorio del Sogno.
Phest, festival internazionale di fotografia e arte, ideato e diretto da Giovanni Troilo con Arianna Rinaldo e Cinzia Negherbon, torna a Monopoli, diverse sono le sedi coinvolte: Castello Carlo, Palazzo Palmieri, la Casa Santa, la chiesa dei santi Pietro e Paolo. 33 sono le mostre e le installazioni di artisti internazionali ( info su phest. it). Opening in musica in piazza Palmieri con il dj set di Mary Gehnyei ( sabato alla consolle ci saranno i C’mon Tigre e domenica Protopapa).
Il sogno,tema di quest’anno, è inteso anche come aspirazione, oltre che subconscio:
quest’anno infatti cade il centenario del Manifesto del surrealismo, che con il sogno c’entra parecchio. Il tema si ispira allamostra “La Révolution du regard che Man Ray ha fatto nel ’76, custodita ancora negli archivi della Biennale di Venezia, una delle ultime perché in quell’anno Man Ray morì.
Una antologica del suo lavoro di sperimentazione sulla fotografia, operando quasi senza nessun distinguo con l’arte, anzi facendola diventare di fatto pittura con le rayografie, Man Ray dipinge con la luce, le sagome, la carta fotografica; conia questo termine come fa con il suo nome “uomo raggio”, e i suoi ritratti diventano sempre più iconici e surreali».
Ultimo aggiornamento ( Giovedì 29 Agosto 2024 13:19 )
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