I giovani medici scrivono a Napolitano
Illustrissimo Presidente Giorgio Napolitano,
Chi Le scrive è un gruppo di medici specializzandi milanesi. Come saprà, il giorno 18 aprile verrà discussa alla camera dei Deputati la legge di conversione del Decreto fiscale n.16 del 2 marzo. Ebbene, in questo pacchetto di norme che probabilmente sarà approvato dal nostro Parlamento, e che è già stato approvato al Senato lo scorso 4 aprile, è presente una norma che implicherà l’applicazione dell’imposta sul reddito (Irpef) anche alle borse di studio universitarie, come le nostre di formazione specialistica e quelle dei dottorati di ricerca, nella quota che eccede gli 11.500 euro annui. Qualora venisse approvata, questa legge comporterebbe una tassazione e quindi graverebbe economicamente su noi giovani specializzandi e ricercatori, che quotidianamente contribuiamo con il nostro impegno ed il nostro lavoro a garantire il diritto alla salute dei cittadini ed il progresso scientifico del Paese.
Tuttavia, il motivo principale della nostra preoccupazione, dunque la ragione per cui ci rivolgiamo a Lei, è l’estrema contraddittorietà che tale provvedimento verrebbe a creare: il contratto di formazione specialistica e la nostra iscrizione all’Università descrivono chiaramente il nostro percorso come quello di medici in formazione, di “studenti”, che in ogni momento vengono accompagnati e tutelati da specialisti incaricati di affiancarci. Nella pratica questo non sempre avviene. Sia per far fronte alle effettive esigenze delle strutture ospedaliere presso cui frequentiamo, sia per carenze organizzative più o meno gravi del sistema delle Scuole di Specialità, i medici specializzandi si ritrovano spesso a sostituire, anziché affiancare, gli specialisti, ritrovandosi grandi responsabilità che non competono loro e per cui non sono ancora preparati. La verità è che i medici Specializzandi sono essenziali per garantire il livello di qualità della cura e della ricerca delle Cliniche Universitarie, fiore all’occhiello del Servizio Sanitario Nazionale. Il nostro senso di responsabilità e la professione che abbiamo scelto ci spingono a impegnarci ogni giorno per garantire la salute dei pazienti, lo sviluppo della ricerca e migliorare le nostre conoscenze e competenze per diventare in futuro specialisti completi.