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Il docufilm "In guerra senza uccidere"

Domenica 27 Gennaio 2013 07:52 Vincenza Fanizza
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“In guerra senza uccidere. Russia 1942-'43”, il docufilm di Ornella Grassi da un racconto di Giorgio Grassi

 

 

di Vincenza Fanizza

 

“Ci sono cose della mia infanzia che non riesco a dimenticare. La partenza di mio padre per il lavoro che lo portava sempre lontano da me. Quando partiva, nonostante lui facesse pianissimo, mi svegliavo lo stesso e aspettavo il rumore della porta di casa che si apriva per precipitarmi ad abbracciarlo... Ci sono cose della mia infanzia che non riesco a dimenticare. Mio padre che racconta della Russia, della guerra, di vite sprecate, di come un ragazzo di 19 anni si trovi di fronte a sofferenza, sgomento, fame, gelo indicibili. Perché questa è la verità della guerra: strazio ed esplosione del male. Eppure lui è riuscito a conservare la propria dignità di uomo. E’ tornato. Tornato a piedi dalla Russia. E’ uno scampato in tutti i sensi. Scampato perché il caso lo ha fatto trovare più avanti o più indietro nella ritirata, perché si era soffermato in un’izba piuttosto che in un’altra. Uno scampato dall’odio, dalla violenza, ma non dai ricordi”.

 

“In Guerra senza uccidere”, di Ornella Grassi, attrice, regista, speaker, autrice,

è la testimonianza di suo padre, Giorgio Grassi, classe 1922, della ritirata degli Italiani dalla Russia. Atti di altruismo e generosità nell’inferno della guerra. Una testimonianza sofferta che ancora oggi commuove e mantiene vivo il ricordo di quei ragazzi di allora inutilmente sacrificati.

Un documentario in cui il nemico non è mai tale, ma un essere umano: un ragazzo che non uccidi né ti uccide, grazie a sguardi che contano più delle ideologie e degli ordini. E' il racconto di un viaggio a piedi dalla Russia a Firenze e alcuni ricordi vissuti dopo l’armistizio dell'8 settembre a Firenze, come la strage del Campo di Marte. Il racconto è sottolineato da brani di documentari storici e film d’autore.

Il docufilm di Ornella Grassi verrà proiettato in occasione della Giornata della Memoria, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, domenica 27 gennaio, alle ore 18.00 al cinema Odeon di Firenze (Piazza Strozzi). Saranno presenti oltre all'autrice e lo stesso Giorgio Grassi, Maurizio Degl'Innocenti, dell'Università di Siena e Severino Saccardi, direttore della rivista “Testimonianze”

La proiezione è ad ingresso libero, fino ad esaurimento posti.

 

 

 

"Qualcosa nell'aria" (Après Mai), di Oivier Assayas

Sabato 19 Gennaio 2013 16:11 Vincenza Fanizza
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“Qualcosa nell'aria” (Après Mai), di Olivier Assayas

 

 

 

di Vincenza Fanizza 

 

 

 

FIRENZE- E’ uscito nelle sale giovedì 17 gennaio il nuovo film del francese Olivier Assayas “Qualcosa nell'aria” (titolo originale Après Mai), presentato in anteprima alla 69esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove si è aggiudicato il Premio Osella per la sceneggiatura, e poi a Toronto, San Sebastián e New York. 

Il film, che racconta il clima di fermento sociale all'indomani del '68 francese, si svolge in parte a Firenze, che ha ospitato il set a settembre 2011 – in particolare in Piazza Peruzzi, Ponte Santa Trinità, Lungarno Acciaiuoli e alla Stazione di Santa Maria Novella - in collaborazione con Toscana Film Commission. 

La storia prende spunto dalle esperienze personali del regista, classe 1955, e narra le vicende di un gruppo di liceali a tre anni dal mitico 1968. Gilles, liceale parigino, alle prese con l'effervescenza politica di quel periodo ma anche con le sue aspirazioni artistiche e cinematografiche, ne è il protagonista principale. Insieme ad altri ragazzi ferisce accidentalmente un vigilante: spinto dalla paura delle conseguenze e lasciato dalla sua ragazza, Laure, parte con i suoi amici alla volta di Napoli e Firenze. Un viaggio che condurrà il gruppo di giovani alla scoperta delle proprie identità. Il film si avvale del bravo direttore della fotografia Eric Gautier, apprezzato per il film Into the wild, I diari della motocicletta e Intimacy. Nel cast Clement Metayer, Lola Creton, Felix Armand, Carole Combes, India Menuez.

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Gennaio 2013 16:39 )
 

La tecnologia ha sconvolto il sapere

Giovedì 27 Dicembre 2012 22:36 Mario Bosco
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La tecnologia ha sconvolto il sapere, la sua allocazione e la sua trasmissione

Mario Boscoimages_logo_lg

 

In che senso la tecnologia ha sconvolto il sapere?

Per millenni il sapere era fondamentalmente quello che oggi chiameremmo le scienze umane, letterati, filosofi, religiosi, giuristi, etc. mentre il sapere tecnologico o scienza era una specie di sapere di serie B, non parliamo poi del saper fare che è ancora considerato tale nella scuola italiana, una cosa da auspicare, suggerire, ...100 altri verbi che sognano uno sviluppo del sapere scientifico ed ancor meno tecnologico di serie C rispetto al sapere scientifico.

1° Liceo classico

2° Liceo scientifico

3° Istituto Tecnico

4° istituto Professionale

E' una scala ancora valida nel credere comune e nella scelta delle famiglie. Perchè al quartiere San Paolo di Bari (ex CEP =Centro edilizia popolare) cioè ghetto, Bronx, etc su 40.000 abitanti non c'è un Liceo (né classico né scientifico) e nemmeno un Istituto Tecnico ma solo un Professionale ?

Nel XX secolo il sapere scientifico (da Einstein a Fermi a Nash) ha surclassato quello umanistico sia come risultati che come investimenti mentre il sapere tecnologico, la cenerentola, sul finire del secolo l'ha fatta da padrona assorbendo la maggior parte delle ricerche e degli investimenti.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 08 Marzo 2013 18:17 ) Leggi tutto...
 

Una classe virtuale ed interdisciplinare

Sabato 12 Gennaio 2013 09:49
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Maria Fanizza

clorinda_e_tancrediNella classe 4 liceo scientifico dell’Istituto Volta di Bari, i docenti di alcune discipline stanno realizzando una esperienza interdisciplinare di una classe virtuale di Italiano, Inglese, Storia dell’arte, Storia e Filosofia.

La classe virtuale prevede varie modalità di insegnamento/apprendimento. Si possono selezionare ed elaborare ogni tipo di informazione, condividerle, interagire con gli altri, apprendere insieme a loro, cooperare ad un progetto di apprendimento on line. Nel processo di apprendimento  "on line", a differenza di quanto spesso si sente dire, c'è maggiore interazione tra gli studenti, che si traduce in un arricchimento del processo formativo. Ma la classe virtuale opera anche se gli "alunni " sono in presenza, la virtualità in questo caso è riferita non alle persone ma "all'oggetto" che si sta "producendo" per cui nella stessa aula fisica interagiscono vari gruppi che lavorano a diversi "oggetti virtuali"

L'esperienza è stata realizzata usando la piattaforma di etwinning: il nome del progetto europeo è “ Let's come together”.

Il lavoro interdisciplinare é stato svolto in collaborazione con scuole dei seguenti paesi europei Polonia, Romania, Grecia, Turchia, Spagna.

Lo scopo del progetto è la riflessione sui diritti umani (Amnesty international). Il lavoro del nostro gruppo è stato suddiviso nelle seguenti fasi:
1) Individuazione di un argomento incluso nel programma che si presta ad un lavoro interdisciplinare sui diritti, nel nostro caso la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso illustrata da Paolo Finoglio le cui tele si trovano nel castello aragonese di Conversano (BA)
2) ricerca del materiale e visita al castello di Conversano
3) acquisizione di foto e materiali messi a disposizione dal museo
4) acquisizione di materiali reperiti in internet
5) costruzione di una mappa logica del processo di sviluppo
6) lavoro di rielaborazione dei materiali acquisiti per lo sviluppo
7) immissione dei dati attraverso una piattaforma open source
8) costruzione di una presentazione power point per riassumere e diffondere i risultati.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 10 Marzo 2013 10:32 ) Leggi tutto...
 

Il nuovo treno delle Fal a servizio dei pendolari

Giovedì 27 Dicembre 2012 21:35
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Maria Fanizzatrenofal

Da prima di Natale  é attivo il nuovo treno delle Ferrovie Appulo-Lucane,  da "Bari a Toritto “

Finalmente dopo quarant’anni i pendolari potranno viaggiare su nuovi mezzi confortevoli”, molto diversi dalle vecchie tradizionali vetture. L’assessore regionale alle infrastrutture e mobilità Guglielmo Minervini non ha nascosto la sua soddisfazione per il traguardo raggiunto durante la conferenza stampa  con i giornalisti.  “La domanda di mobilità pubblica – ha spiegato Minervini – sta esplodendo e stiamo facendo grandi sforzi per rispondere con un’offerta adeguata in questi tempi di contrazione di risorse. I ritardi da sopportare per i pendolari sono stati tantissimi. Ma grazie al lavoro svolto in questi anni anche sulle Fal si potrà presto apprezzare un miglioramento della qualità del viaggio”.

Per i treni a due casse, realizzati dalla svizzera Staedler, in questi mesi si sono svolte le obbligatorie procedure di collaudo che, attualmente, sono in corso per quello a tre casse. A fine gennaio entrerà in esercizio ed estenderà la corsa ad Altamura e Gravina. Entro il 2013 si completerà poi la fornitura degli 11 nuovi treni acquistati per la regione Puglia con un finanziamento di 60 milioni di euro. Un percorso di rinnovamento che le Fal hanno intrapreso anche con la regione Basilicata per arrivare a 17 nuove vetture. 

Ultimo aggiornamento ( Domenica 10 Marzo 2013 17:11 )
 


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