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Mal bianco

Martedì 04 Febbraio 2025 08:16 Maria Fanizza
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IMG 2356Mal Bianco di Desiati Maria Fanizza

Mario Desiati, vincitore del Premio Strega 2022, torna in libreria con il suo nuovo romanzo  "Mal bianco" edito da Einaudi ,disponibile da oggi 4 febbraio 2025 in libreria.

Il protagonista, Marco Petrovici,  un quarantenne residente a Berlino che, decide di fare ritorno in Puglia dai genitori anziani, immersi in un bosco di querce e lecci nella campagna tarantina. Questo viaggio lo conduce a confrontarsi con le proprie radici e a svelare i segreti familiari che lo hanno accompagnato sin dall'infanzia.

Il titolo richiama una malattia che colpisce gli alberi, simbolo dei segreti e dei silenzi che avvolgono la famiglia Petrovici. Desiati intreccia le vicende personali di Marco con eventi storici, spaziando dai boschi di Taranto ai campi di prigionia tedeschi, offrendo una riflessione profonda sul rapporto tra individuo e radici, sul trauma e sulla vergogna, interrogando con coraggio il rimosso collettivo del paese.Marco Petrovici è un quasi cinquantenne, un’ansia che lo divora, la difficoltà dello stare al mondo; gli svenimenti continui, non più governabili, lo riportano a casa, in Puglia, dopo anni spatriati passati a Berlino.
Nella sua terra, al fianco dei genitori, ritiene di curarsi, ma sente e sa che il suo malessere, il suo malbianco, proprio come il fungo parassita simile alla nebbia che cala su foglie e frutti e toglie il colore agli alberi, compresi quelli genealogici, sale su dal mistero che avvolge  le sue radici (“Mi chiamo Marco Petrovici e sin dal cognome avrei dovuto sospettare che non era così come me l’avevano raccontata”). È così che comincia la sua ricerca, una vera e propria detection, fatta di tessere, pezzetti di memorie, diari, versi, incontri, la “ sollecitudine genealogica” di Marco è invisa ai genitori, al fratello, è compresa dalla zia Ada, la sua mentore, che lo riconnetterà con il nonno maestro Demetrio, con lo zio violinista muto Vladimiro “ Pepin” Petrovici e, andando a ritroso, con la nonna Addolorata, allevatrice di asini.
Una relazione con la storia che gli farà attraversare il Secondo conflitto mondiale, che schiacciò sotto il piede della follia mussoliniana una generazione di giovani che ci si affrettò a dimenticare quando non a giudicare. Truppe disorientate, con le gavette di ghiaccio della campagna di Russia, i campi di prigionia, la vergogna, la fame, i pidocchi. Si oscilla tra trapassato, passato e presente, tra il passaggio degli ebrei in Puglia dopo il pogrom di Russia e il ragno nero del Siderurgico fino alla pandemia che chiude i Petrovici nella casa nel bosco dell’Orimini.

Con questo libro Mario Desiati offre ai lettori un'opera intensa che esplora le dinamiche familiari e il legame profondo con le proprie origini, invitando a riflettere sulla memoria e sull'identita' collettiva.

 

 

Il futuro dell’industria tessile

Sabato 01 Febbraio 2025 05:43 Maria Fanizza
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IMG 2355Arte Moda e sostenibilità: il futuro dell’industria tessile Fanizza Maria

Nel mondo contemporaneo, la moda non è solo espressione di stile, ma anche uno dei settori più impattanti sull’ambiente. L’industria tessile è responsabile di un’enorme quantità di rifiuti, sfruttamento di risorse e inquinamento, rendendo urgente una riflessione sul suo futuro. L’opera “La Venere degli stracci” di Michelangelo Pistoletto rappresenta simbolicamente questa contraddizione: da un lato, la bellezza classica di una statua senza tempo; dall’altro, un cumulo di vestiti scartati, simbolo del consumismo sfrenato che caratterizza il nostro tempo.

Ma esiste una via d’uscita? La soluzione, benché complessa, risiede nell’equilibrio tra innovazione, consapevolezza e responsabilità.

L’impatto ambientale della moda

L’industria tessile è oggi tra le più inquinanti al mondo. Secondo recenti studi:

•Produce il 10% delle emissioni globali di CO₂, più di tutti i voli internazionali e il traffico marittimo messi insieme.

•Consuma enormi quantità d’acqua: per produrre una singola maglietta in cotone servono 2.700 litri, l’equivalente di ciò che una persona beve in due anni e mezzo.

•Il fast fashion, con la sua produzione rapida e a basso costo, genera montagne di rifiuti: ogni anno, 92 milioni di tonnellate di tessuti finiscono in discarica.

Questi numeri ci mostrano una realtà chiara: il modello attuale non è più sostenibile.

Verso una moda più sostenibile

Ultimo aggiornamento ( Sabato 01 Febbraio 2025 05:48 ) Leggi tutto...
 

Un nuovo parco

Martedì 21 Gennaio 2025 09:22 Maria Fanizza
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Un nuovo IMG 2346parco attrezzato nel giardino del castello a Bari Mario Bosco

Il giardino del castello a Bari diventerà  uno spazio aperto alla città con una area attrezzata di 5mila 200 metri quadrati, dove accanto ai percorsi per lo sport e ai giochi per bambini ci sarà anche un chiosco per un bar. L’area, ceduta al Comune dal Provveditorato ai lavori pubblici, sarà di fatto uno spazio pubblico verde a servizio della città e soprattutto, per la sua vicinanza, al borgo antico.

L’area che si trova in corso De Tulio attualmente è recintata ed è caratterizzata da 88 alberi di pino, 22 dei quali, come si legge nella relazione generale allegata al progetto, sono «trascurati » , danneggiati « da interventi di potatura non idonei » . E per questiultimi l’unica soluzione possibile è quella dell'abbattimento. Gli altri invece potranno essere messi in sicurezza e recuperati. Quelli che verranno espiantati saranno sostituiti con altri alberi. Il progetto è quello di « configurare questo spazio verde come un piccolo parco attrezzato, senza compromettere il carattere boscoso che questa area attualmente possiede » . All’interno dell’area saranno realizzati due percorsi. Il primo, «veloce», è di fatti dedicato a chi vuole fare sport, dall’ingresso di  corso De Tullio si snoda fra gli alberi per 300 metri. Il secondo percorso include più itinerari ( per un una lunghezza complessiva di 160 metri) che ricalcano la geometria dei giardini all’italiana.

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Bob Dylan Al cinema

Giovedì 23 Gennaio 2025 07:55 Maria Fanizza
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IMG 2350Bob Dylan al cinema in “A complete unknown”  Maria Fanizza

1961. Al capezzale di Woody Guthrie, cantante folk in fin di vita, si presenta un ragazzo del Minnesota, Robert Zimmerman, che si fa chiamare Bob Dylan. Woody e l'amico Pete Seeger lo ascoltano suonare, e capiscono di avere a che fare con un talento raro. Dylan si fa strada rapidamente nella scena newyorchese del Greenwich Village e diviene un artista folk adorato per la sua capacità di unire una musicalità innata a temi di protesta che non fanno sconti al sistema. Si lega sentimentalmente a Sylvie Russo, ma la tradisce con Joan Baez, altro talento della scena folk. Il 1965, e’ anno della svolta "elettrica", in cui Dylan suona con un gruppo rock e abbandona i testi impregnati di messaggi politici in favore di un lirismo surreale tra Rimbaud e Dylan Thomas. "Chi vorresti essere? Tutto ciò che non vogliono che io sia". Attorno a questa frase già di culto ruota tutta l'operazione di A Complete Unknown, basato sul libro di Elijah Wald "Dylan Goes Electric!" e approvato in fase di sceneggiatura da Dylan stesso. 

Risolvere l'enigma Bob Dylan, tra verità e menzogna, mito e idolatria, rimane chiaramente un'impresa impossibile, e così il film si basa sulla percezione di Dylan, quella del pubblico dei primi Anni Sessanta e di noi spettatori del terzo millennio. In questo senso l'operazione di Mangold è coraggiosa: seppur non radicale quanto il trattamento di Todd Haynesin Io non sono qui - che scomponeva Dylan in personaggi multipli, interpretati da attori differenti tra loro per età o etnia di appartenenza - è quantomeno abbastanza accorta da evitare l'approccio più tradizionale alla materia biografica.

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La pace a Gaza

Lunedì 20 Gennaio 2025 10:39 Maria Fanizza
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IMG 2345La pace a Gaza” Maria Fanizza 

La pace a Gaza  dopo 15 mesi di orrori e atrocità rappresenta un sogno condiviso da milioni di persone, una frase che simboleggia la possibilità di una nuova era per un territorio segnato da decenni di conflitto. Un nuovo inizio per una terra ferita. Tante le emozioni nel vedere le immagini di tante persone che incredule tornano a casa, dopo anni di sofferenze e conflitti, raccontano un momento straordinario. Volti segnati dalla fatica ma illuminati dalla speranza, abbracci che parlano di riconciliazione, e mani che finalmente si incontrano per ricostruire ciò che è stato distrutto.

 

In queste scene si condensano le emozioni di un popolo che ha atteso  a lungo: la gioia del ritorno, il dolore per ciò che è stato perso, ma soprattutto il desiderio di un futuro diverso.Per molti, tornare a casa significa più che riconquistare un luogo fisico: è il recupero di un’identità, la possibilità di riappropriarsi della propria vita. Gaza, così spesso associata a distruzione e disperazione, torna a essere vista come un luogo di radici e rinascita.

 

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