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La "bambina farfalla" vuole vivere

Mercoledì 06 Marzo 2013 17:14 Vincenza Fanizza
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La “bambina farfalla” vuole vivere

 

 

 

di Vincenza Fanizza

 

FIRENZE- Continua la battaglia di Caterina e Guido, i genitori della piccola Sofia, colpita da una grave malattia neurodegenerativa, dal nome impronunciabile, la leucodistrofia metacromatica. Una di quelle malattie per le quali non ci sono terapie farmacologiche. L’unica speranza è soltanto una cura a base di cellule staminali, che il professor Davide Vannoni, da qualche anno, somministra in casi disperati come quello di Sofia, presso una struttura pubblica all’avanguardia, gli Spedali Civili di Brescia.

Dopo il bellissimo libro “Voa Voa”, scritto dalla madre e pubblicato dalla Casa Editrice Le Lettere, una commovente testimonianza del dramma della piccola Sofia, i genitori hanno lanciato, domenica scorsa, un appello straziante dalle telecamere delle Iene al Ministro della Salute Renato Balduzzi.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 08 Marzo 2013 18:57 ) Leggi tutto...
 

Una lettera alla redazione

Domenica 24 Febbraio 2013 08:40 Vincenza Fanizza
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera della giornalista Caterina Ceccuti, una giovane mamma, autrice del bellissimo libro "Voa Voa!", ancora fresco di stampa, pubblicato dalla Casa Editrice Le Lettere. 

 Gentile Redazione, 

sono una collega di Firenze. Soprattutto però sono la mamma di Sofia, una bambina di appena 3 anni e mezzo, da 2 affetta da Leucodistrofia Metacromatica. Si tratta di una malattia neuro degenerativa con esito infausto, che non prevede cure di tipo farmacologico e che si manifesta non prima dell'anno e mezzo di vita. Fino ad allora i bambini sono completamente sani. Dopo i primi sintomi, nel giro di pochi mesi, diventano invalidi al cento per cento.

Insieme alla mia giovane famiglia siamo da mesi invischiati nelle orribili vicende di tipo giudiziario che ruotano intorno al triangolo Cure Compassionevoli- Spedali Civili di Brescia- Tribunale del Lavoro, questo perché grazie al blocco dell'Aifa il protocollo d'intesa che legava gli Spedali Civili alla fondazione Stamina (produttrice di cellule staminali mesenchimali che si sono dimostrate efficaci in casi di neuro-degenerazione) è stato interrotto. Ecco perché per ogni singolo paziente si è reso necessario fare appello al Tribunale del Lavoro di pertinenza nella propria città, pur di ottenere quella che a tutt'oggi sembra essere l'unica forma di cura efficace per migliorare la qualità della vita di molti pazienti affetti dalle più disparate malattie degenerative. Non sto qui a ripercorrere l'annosa vicenda del protocollo d'intesa firmato tra Stamina Foundation e Spedali Civili di Brescia nel 2011, i giornali ne hanno ampiamente parlato nel corso dei mesi passati, a partire dal "Caso Celeste Carrer" che ha ufficialmente aperto la strada alternativa dell'ex articolo 700 per aggirare in tribunale il problema del blocco di Aifa. Le perplessità che condivido con alcuni (pochi per fortuna) genitori e che lamento oggi in questa mia lettera aperta al vostro giornale, riguardano il fatto che le suddette cure compassionevoli vengano somministrate ad alcuni bambini piuttosto che ad altri, con l'unica discriminante del potere decisionale di un giudice del lavoro che non solo non ha competenze

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 06 Marzo 2013 09:57 ) Leggi tutto...
 

Il docufilm "In guerra senza uccidere"

Domenica 27 Gennaio 2013 07:52 Vincenza Fanizza
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“In guerra senza uccidere. Russia 1942-'43”, il docufilm di Ornella Grassi da un racconto di Giorgio Grassi

 

 

di Vincenza Fanizza

 

“Ci sono cose della mia infanzia che non riesco a dimenticare. La partenza di mio padre per il lavoro che lo portava sempre lontano da me. Quando partiva, nonostante lui facesse pianissimo, mi svegliavo lo stesso e aspettavo il rumore della porta di casa che si apriva per precipitarmi ad abbracciarlo... Ci sono cose della mia infanzia che non riesco a dimenticare. Mio padre che racconta della Russia, della guerra, di vite sprecate, di come un ragazzo di 19 anni si trovi di fronte a sofferenza, sgomento, fame, gelo indicibili. Perché questa è la verità della guerra: strazio ed esplosione del male. Eppure lui è riuscito a conservare la propria dignità di uomo. E’ tornato. Tornato a piedi dalla Russia. E’ uno scampato in tutti i sensi. Scampato perché il caso lo ha fatto trovare più avanti o più indietro nella ritirata, perché si era soffermato in un’izba piuttosto che in un’altra. Uno scampato dall’odio, dalla violenza, ma non dai ricordi”.

 

“In Guerra senza uccidere”, di Ornella Grassi, attrice, regista, speaker, autrice,

è la testimonianza di suo padre, Giorgio Grassi, classe 1922, della ritirata degli Italiani dalla Russia. Atti di altruismo e generosità nell’inferno della guerra. Una testimonianza sofferta che ancora oggi commuove e mantiene vivo il ricordo di quei ragazzi di allora inutilmente sacrificati.

Un documentario in cui il nemico non è mai tale, ma un essere umano: un ragazzo che non uccidi né ti uccide, grazie a sguardi che contano più delle ideologie e degli ordini. E' il racconto di un viaggio a piedi dalla Russia a Firenze e alcuni ricordi vissuti dopo l’armistizio dell'8 settembre a Firenze, come la strage del Campo di Marte. Il racconto è sottolineato da brani di documentari storici e film d’autore.

Il docufilm di Ornella Grassi verrà proiettato in occasione della Giornata della Memoria, in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana, domenica 27 gennaio, alle ore 18.00 al cinema Odeon di Firenze (Piazza Strozzi). Saranno presenti oltre all'autrice e lo stesso Giorgio Grassi, Maurizio Degl'Innocenti, dell'Università di Siena e Severino Saccardi, direttore della rivista “Testimonianze”

La proiezione è ad ingresso libero, fino ad esaurimento posti.

 

 

 

Nuovi set in Toscana

Sabato 02 Febbraio 2013 07:42 Vincenza Fanizza
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Nuovi set in Toscana

 

di Vincenza Fanizza

 

Il 2013 porta in Toscana nuovi set del grande e piccolo schermo. Sono iniziate il 29 gennaio in provincia di Arezzo le riprese di “Neverlake”, il film horror prodotto da Manuela Cacciamani per la Onemore Pictures e da Rai Cinema. Dopo la positiva esperienza del film “Fairytale”, venduto dagli Stati Uniti alla Corea del Sud, Manuela Cacciamani scommette di nuovo su una ghost story in salsa horror, “Neverlake”, sul regista esordiente Riccardo Paoletti, e sugli effetti speciali firmati dal pluripremiato Nicola Sganga. Come di consueto ad accogliere i film girati nella regione c'è Toscana Film Commission di Fondazione Sistema Toscana.

“Neverlake” si incentra sulle vicende di un’adolescente americana, Jenny, che arrivata in Italia, dove vive il padre, subisce le fascinazioni di antiche leggende etrusche del territorio aretino. In uno scenario surreale ricco di colpi di scena la protagonista scopre il mistero di alcune statuette in bronzo, utilizzate in rituali pagani. A scatenare la fantasia dello sceneggiatore Carlo Longo il sito archeologico del Lago degli Idoli, sul Monte Falterona: un luogo sacro per gli antichi Etruschi che, attribuendo particolari proprietà curative alle sue acque, vi gettavano statuette in bronzo raffiguranti persone ammalate. Il film, interamente girato in lingua inglese, è destinato ad un mercato estero e sarà proiettato in anteprima a Cannes 2013.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 05 Febbraio 2013 13:34 ) Leggi tutto...
 

"Qualcosa nell'aria" (Après Mai), di Oivier Assayas

Sabato 19 Gennaio 2013 16:11 Vincenza Fanizza
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“Qualcosa nell'aria” (Après Mai), di Olivier Assayas

 

 

 

di Vincenza Fanizza 

 

 

 

FIRENZE- E’ uscito nelle sale giovedì 17 gennaio il nuovo film del francese Olivier Assayas “Qualcosa nell'aria” (titolo originale Après Mai), presentato in anteprima alla 69esima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dove si è aggiudicato il Premio Osella per la sceneggiatura, e poi a Toronto, San Sebastián e New York. 

Il film, che racconta il clima di fermento sociale all'indomani del '68 francese, si svolge in parte a Firenze, che ha ospitato il set a settembre 2011 – in particolare in Piazza Peruzzi, Ponte Santa Trinità, Lungarno Acciaiuoli e alla Stazione di Santa Maria Novella - in collaborazione con Toscana Film Commission. 

La storia prende spunto dalle esperienze personali del regista, classe 1955, e narra le vicende di un gruppo di liceali a tre anni dal mitico 1968. Gilles, liceale parigino, alle prese con l'effervescenza politica di quel periodo ma anche con le sue aspirazioni artistiche e cinematografiche, ne è il protagonista principale. Insieme ad altri ragazzi ferisce accidentalmente un vigilante: spinto dalla paura delle conseguenze e lasciato dalla sua ragazza, Laure, parte con i suoi amici alla volta di Napoli e Firenze. Un viaggio che condurrà il gruppo di giovani alla scoperta delle proprie identità. Il film si avvale del bravo direttore della fotografia Eric Gautier, apprezzato per il film Into the wild, I diari della motocicletta e Intimacy. Nel cast Clement Metayer, Lola Creton, Felix Armand, Carole Combes, India Menuez.

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 21 Gennaio 2013 16:39 )
 


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