Una storia toccante
Maria Fanizza
Bari 2 Aprile 2014 Tea tro Petruzzelli.
Il giornalista Fabrizio Gatti, ieri al Petruzzelli, a Bari ha presentato una storia molto toccante: quella di tanti bambini siriani partiti dal loro paese per raggiungere l'Italia.
Gatti ha esordito chiedendo in modo provocatorio “Voi dove eravate il giorno 10 Ottobre 2013 alle 10 di sera ?” Ed ha iniziato a raccontare : "Un peschereccio stracolmo di bambini con i loro genitori parte dalla Libia, navigando lungo la costa verso la Tunisia, così da poter poi raggiungere Lampedusa o la Sicilia.Sono un gruppo di medici e ingegneri che scappano dalla Siria, dove sono impegnati, invece che come medici specializzati, come estrattori di proiettili dai corpi dei soldati. Il loro desiderio é quello di andare in Svezia, per ottenere il visto di soggiorno che viene concesso solo a chi risiede nel paese della penisola scandinava o andare negli Emirati Arabi o in Egitto, ma anche lì vige la stessa regola». «Milleseicento dollari per poter arrivare in Italia. Su una carretta stracolma, l’1,6 per cento di rischio, calcolato studiando da internet le percentuali degli sbarchi in Italia, e perciò vale la pena rischiare e fare quel viaggio».
Ultimo aggiornamento ( Martedì 08 Aprile 2014 18:15 )
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Musée D'Orsay......... a Roma
Maria Fanizza
Roma 22 febbraio 2014
Tante le personalità presenti alla conferenza stampa di presentazione della mostra, " Musée d'Orsay CAPOLAVORI"
La mostra infatti nasce sotto l’alto patrocinio del presidente della Repubblica Italiana, si avvale del patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’ambasciata di Francia in Italia e tanti altri. In mostra a Roma nel grande complesso del Vittoriano dal 22 febbraio all '8 giugno. 70 capolavori dell'impressionismo provenienti dal museo d' Orsay di Parigi. La mostra é testimone di un bellissimo ed importante gemellaggio culturale tra due città Roma e Parigi: due Città-Vetrina della cultura europea, che contribuiscono allo sviluppo culturale di due fra i piú importanti paesi europei.La storia delle avanguardie é preceduta dal racconto di come una stazione ferroviaria nel cuore di Parigi sia divenuta uno dei musei più importanti al mondo, il quale é stato anche restaurato ed organizzato recentemente con una veste nuova dal noto architetto Italiano Gae Aulenti.Le prime stanze sono dedicate a filmati e fotografie della Gare d’Orsay nel corso della sua trasformazione nell’«opera d’arte che ospita arte», come la definisce il sindaco di Roma Ignazio Marino. Grande risalto viene dato proprio al genio creativo di Gae Aulenti, scomparsa nel 2012, mettendo in mostra uno dei suoi modellini del museo, i suoi disegni di sezioni e prospettive, e i suoi progetti, con il prodotto finale accanto, per le lampade del museo (le Bugie) e le sedie per i custodi L'esposizione perciò é anche e soprattutto il ritratto di un grande museo. .La nuova organizzazione e disposizione del museo D'Orsay vuole valorizzare le opere esposte ma anche il museo stesso con la sua storia molto speciale, ampliando gli spazi ma aprendo il museo anche a scambi importanti con diversi paesi perchè sia un museo interconnesso con il mondo Accanto alla storia del museo c’è la stanza del laboratorio didattico dedicato ai bambini, dove le opere degli Impressionisti vengono spiegate in termini semplici ma non paternalistici. Il progetto didattico si estenderà alle scuole della Capitale.
Ultimo aggiornamento ( Domenica 23 Febbraio 2014 16:40 )
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Una proiezione "speciale" per le scuole
Una proiezione “speciale” per le scuole
di Vincenza Fanizza

FIRENZE- Per gli studenti una mattinata di proiezioni e riflessioni su “Identità, ruoli e maschere tra infanzia e adolescenza”, a partire dal film “Tomboy” di Céline Sciamma ( Francia, 2011), sabato 8 marzo 2014, ore 9.30, al Cinema Odeon, piazza Strozzi.
L’iniziativa è organizzata da Cristina Giachi, Assessore all’Istruzione, Politiche Giovanili e Pari Opportunità del Comune di Firenze e da Maresa D’Arcangelo e Paola Paoli, direttrici del Laboratorio Immagine Donna.
“Il film più interessante- spiegano gli organizzatori- e più premiato degli ultimi anni, sulle dinamiche dell’identità sessuale tra infanzia e adolescenza, quasi un classico per ampiezza di discussioni e saggi ad esso dedicati, è, senza dubbio, Tomboy di Céline Sciamma. Film molto amato dalla critica e come spesso accade, con poche occasioni di visione nel nostro paese”.
Infatti nella grande tradizione dei film francesi sull’infanzia, da “Zero in condotta” di Jean Vigo a “I quattrocento colpi” e di François Truffaut, Céline Sciamma racconta le avventure di una bambina di dieci anni che decide di crearsi una nuova identità per gioco, motivazioni profonde o desiderio di sperimentare “la vita degli altri”. Complici il trasferimento della famiglia in una periferia parigina dove nessuno la conosce e le vacanze scolastiche che non prevedono documenti di identità, Laure si presenta come Mickael ai ragazzini del vicinato e, per un’estate, con un certo successo, si spaccia per maschio.
La pellicola è stata presentata in anteprima al Festival di Berlino, nel febbraio 2011, come film d'apertura della sezione Panorama. Il film è stato distribuito nelle sale cinematografiche francesi il 20 aprile e successivamente è stato presentato in numerosi festival cinematografici internazionali. In Italia è stato presentato ad aprile nel corso della 26a edizione del Torino GLBT Film Festival e distribuito nelle sale il 7 ottobre, a cura della Teodora Film.
Sabato 8 marzo 2014, all’Odeon, parteciperanno alla discussione e risponderanno alle domande e curiosità degli studenti, esperte di cinema e studi di genere.
Per prenotare: E.mail ; fax 0554486908
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 05 Marzo 2014 15:12 )
Elektra al Petruzzelli
Elettra al Petruzzelli 
Maria Fanizza
Bari-1 Febbraio
E stata inaugurata ieri sera la stagione lirica al teatro Petruzzelli di Bari con la prima di Elektra, tante le personalità presenti in teatro.Il sindaco Michele Emiliano, l’assessore Silvia Godelli. Anche Fuortes, ora sovrintendente del teatro dell’opera di Roma era presente. Insieme a Salomè, Elektra è tra le opere straussiane quella più rivoluzionaria, è certamente un’opera espressionista. poiché esprime l’angoscia di una famiglia per la morte del padre, Agamennone il quale infatti è stato assassinato da Egisto, amante di Clitennestra. Il grido lacerante Agamennon rappresentato da quattro note è presente dalla prima scena e sarà ripetuto diverse volte. La tragedia si basa su quella di Sofocle, ma rivisitata in chiave ottocentesca La sua fortuna non fu immediata, infatti alla prima rappresentazione, nel 1909 a Dresda, l’opera non raccolse un grande successo; ma già l’anno seguente al Covent Garden di Londra il pubblico si ricredette. Richard Strauss (del quale ricorrono i 150 anni dalla nascita) aveva lavorato sul libretto del poeta Hugo von Hofmannsthal, col quale avrebbe poi stabilito una collaborazione fervidissima. Il mito greco è alla base della narrazione. Elektra non perdona alla madre Clitemnestra, e all’amante di questa Egisto, l’omicidio del padre Agamennone. Costretta a vivere indegnamente in casa sua, Elektra sogna la vendetta. L’allestimento di quest’opera, è curato dal regista Gianni Amelio, con la direzione di Jonathan Nott., I temi presenti sono quello della scure, che incombe per tutta l’opera , il disgusto per la madre edil suo comportamento, la rabbia, l’odio.
Lo stile musicale è densissimo, complesso, il linguaggio musicale infatti viene scardinato, due accordi perfetti, li mette insieme in modo da creare un contrasto. Le voci si appoggiano sull’orchestra, Elettra è sempre in scena, tutta l’opera si svolge sempre per duetti, Elettra e la sorella, Elettra e la madre,Elettra ed Oreste. Elettra esprime la sua angoscia urlando sono sola, ed invoca il padre, Agamennon, rimpiange la famiglia che aveva una volta, denuncia il mondo decomposto, noi danziamo intorno alla tua tomba grida al padre. La musica raggiunge il suo apice espressionista quando Clitennestra racconta ad Elettra del suo sogno :Oreste vivo, ritorna e la uccide. “Cosa posso fare mi copro di pietre preziose, faccio sacrifici agli dei” confessa alla figlia cercando aiuto. Ma la figlia le risponde devi sacrificare te stessa. L’opera è un esempio di teatro d’opera: mette in musica infatti un dramma letterario.
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