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Scampia Storytelling

Sabato 06 Dicembre 2014 16:29 Vincenza Fanizza
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Scampia Storytelling

 

di Vincenza Fanizza

Scampia diventa un’officina di narrazione. Il posto dove le storie arrivano, da vicino e da lontano, per farsi raccontare. Una maratona di lettura, accompagnata da arti visive, musica e danza.

L’Associazione Italiana “Scrittori per Ragazzi” organizza a Scampia un momento di letture accompagnate da altre forme d’arte. L’intento è di creare una grande festa intorno al mondo dei libri.

L’impegno dell’associazione è finalizzato ad avviare un progetto stabile e continuativo che stabilisca tra i ragazzi e gli scrittori un contatto costante nel tempo. Questo momento di allegria rappresenta dunque un incipt, ovvero l’inizio di una storia nuova, che scrittori e ragazzi scriveranno insieme nei prossimi anni. Perché Scampia sia valorizzato come luogo che produce cultura e gioia.

Il progetto si inserisce tra le manifestazioni della Settimana per il “Decennio ONU dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014″ (DESS), promossa dall’UNESCO.

Gli scrittori dell’ICWA (Italian Children’s Writers Association) offriranno il proprio contributo come autori di storie, ma anche come ascoltatori. “Perché ogni scrittore che si rispetti- spiegano gli organizzatori- è sempre un gran curioso e le strade di Scampia sono piene di storie che aspettano di essere raccontate. Sarà un momento di scambio, per assaporare il piacere di stare insieme facendo cultura. E poi musica, colori, danze perché sia anche una festa”.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Dicembre 2014 17:03 ) Leggi tutto...
 

Il Cisv e l'importanza dell'educazione civile

Domenica 23 Novembre 2014 09:47 Vincenza Fanizza
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 Il Cisv e l’importanza dell’educazione civile

 

di Vincenza Fanizza

 Una pace durevole e un mondo senza conflitti? Un sogno ma anche un impegno per i bambini e i giovani del Cisv (Children’s International Summer Villages), l’associazione internazionale, laica, apolitica e senza alcun fine di lucro, affiliata all’Unesco, che propone la pace attraverso l’incontro di giovani di paesi diversi, 

che offre a grandi e piccoli l'opportunità di sperimentare il fascino e la ricchezza delle differenze culturali.

Grazie ai volontari, il Cisv è in grado di offrire ai partecipanti programmi educativi che si basano sull'idea che una pace stabile e duratura sarà possibile soltanto quando i cittadini dei diversi paesi e gruppi del mondo riusciranno a convivere in amicizia.

L’educazione alla pace prende in considerazione questioni locali e globali che interessano tutti i paesi, con la consapevolezza che “Pace” può significare molto più che solo “Assenza di Guerra”.

“L’educazione alla pace- spiega Marco Lorusso, il presidente del Cisv Italia - stimola a osservare un’ampia gamma di questioni, permettendo di comprendere meglio la nostra identità all’interno della comunità locale e globale, i diritti umani fondamentali e le forme di sfruttamento e d’ingiustizia, le cause dei conflitti, e come prevenirli e risolverli, le soluzioni sostenibili alle questioni ambientali e di sviluppo”.

“Avere la possibilità di conoscere persone di differenti culture e con diverse esperienze di vita- continua Marco Lorusso- può giocare un ruolo importante nell’Educazione alla Pace. Questo perché ci stimola a mettere in discussione i nostri atteggiamenti e valori, aiutandoci ad ampliare la nostra visione del mondo”.

Ma come è nato il Cisv? Era l’agosto del 1946 e la Psicologa Infantile Doris Allen, leggendo un articolo dal titolo “Insegnare al mondo come essere liberi”, seduta su una panchina di un parco di New York, ebbe un’importante intuizione. Lo scritto discuteva la fondazione dell’Unesco e i motivi per cui era stato creato: cercare di unire politici e filosofi. La tesi secondo cui “...è nel settore dell’apprendimento e dell’insegnamento adulto che la battaglia per un’organizzazione pacifica mondiale sarà vinta o perduta”, colpì la dottoressa, per la quale era al contrario importante "cominciare dai bambini". Da questa riflessione nacque l’idea di fondare il Cisv.

Nel 1983 Doris Allen scrisse: “... Come psicologo specializzato nello sviluppo e nella crescita, sapevo che potevamo capovolgere la nostra prospettiva e guardare ai bambini come potenziali attori del cambiamento sociale. Sapevo che il modo in cui avrebbero preso le loro decisioni da adulti si sarebbe basato su atteggiamenti ed emozioni sviluppati negli anni pre-adolescenziali... Sapevo che l’ultima speranza per una pace duratura era affidata proprio ai bambini.”

Dal 1951, il Cisv ha offerto e continua ad offrire attività locali, campi internazionali, scambi in famiglia e progetti sul territorio; questi costituiscono i  “Programmi”, e sono organizzati ogni anno dai volontari per giovani e adulti provenienti da oltre 70 nazioni.

 

I programmi del Cisv seguono un modello educativo sperimentale, ossia l’opportunità d’imparare dall’esperienza diretta, in cui partecipante e facilitatore condividono la responsabilità di apprendere l’uno dall’altro. La formazione è necessaria per tutti i delegati adulti, lo staff e i giovani con responsabilità organizzative. Il Cisv, dando estremo rilievo al valore dell’amicizia, educa attraverso l’azione (attività pratica) e la cooperazione piuttosto che attraverso la competizione. I programmi sono interattivi, action-oriented, attenti alle differenze culturali, multilingue e soprattutto divertenti.

Le attività internazionali più importanti sono: il Villaggio, l’Interchange, l’International Summer Camp, il Seminar Camp, l’International Youth Meeting, l’International People’s Project.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Dicembre 2014 17:05 ) Leggi tutto...
 

Balkan Florence Express, a Firenze dal 17 al 20 novembre

Venerdì 14 Novembre 2014 14:11 Vincenza Fanizza
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 14 Novembre 2014 19:25 )
 

Balkan Florence Express

Venerdì 14 Novembre 2014 19:19 Vincenza Fanizza
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Balkan Florence Express, il festival del cinema balcanico

 

di Vincenza Fanizza

 

FIRENZE- Dopo i tanti apprezzamenti di critica e pubblico delle prime due edizioni torna, nel programma della 50 Giorni di Cinema Internazionale a Firenze, il “Balkan Florence Express”, festival del cinema balcanico, promosso da Oxfam Italia e realizzato in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana e il Festival dei Popoli.

Quattro giornate al cinema Odeon, dal 17 al 20 novembre.

“Una rassegna che rappresenterà per tutti i Fiorentini e gli appassionati di cinema- dichiarano Cecilia Ferrara e Simone Malavolti, gli ideatori e direttori del Festival- un’occasione unica per scoprire il grande fermento e la rinascita culturale, sociale ed economica nei Balcani del dopoguerra”.

Il festival nasce dal lavoro ultradecennale di Oxfam Italia nei Balcani a sostegno dello sviluppo socio-economico dei paesi dell’area, attraverso la tutela del patrimonio naturale, artistico, culturale e delle tipicità enogastronomiche di una delle zone più belle e ricche di storia d’Europa. “Un'iniziativa- puntualizzano gli ideatori e organizzatori- che, anche quest’anno, vuole creare un ponte culturale tra Firenze e le comunità balcaniche, e che assume un significato ancora più profondo dopo la tremenda alluvione che ha colpito il cuore della penisola balcanica la scorsa primavera, danneggiando gravemente 500.000 abitanti della Bosnia Erzegovina. Un’emergenza umanitaria su cui Oxfam è intervenuta, portando aiuto ad oltre 5.000 persone”.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 14 Novembre 2014 19:23 ) Leggi tutto...
 

Cinema e Donne 2014 prende il via

Mercoledì 05 Novembre 2014 17:45 Vincenza Fanizza
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Cinema e Donne 2014 prende il via

 

 

 

 

di Vincenza Fanizza

 

FIRENZE - Comincia domani, giovedì 6 novembre, nel cartellone della 50 Giorni, la 36esima edizione del Festival Internazionale di Cinema e Donne, diretto da Paola Paoli e Maresa D'Arcangelo. Come di consueto, sarà l'originale sguardo delle donne sul mondo, raccontato sul grande schermo, il focus del festival, che quest'anno rafforza la sua vocazione internazionale con la presenza di registe canadesi, olandesi, portoghesi, tedesche, svedesi, danesi, belghe, oltre che italiane.

Giovedì 6 novembre, al cinema Odeon di Firenze, il momento clou del festival sarà alle ore 21, con l'inaugurazione dedicata alla Svezia e la proiezione del film “Stockholm Stories”, di Karin Fahlén, (Svezia, 2014, 97’) presentato alla presenza della regista e dell'Ambasciatrice di Svezia in Italia Ruth Jacoby.

Storie di personaggi che attraversano Stoccolma durante pochi giorni molto piovosi. Jhoan, giovane scrittore con una sua teoria sulla Luce e l’Oscurità nella metropoli. Douglas che vuole, a tutti i costi, l’amore di Anna per far la pace con se stesso e la propria timidezza. Jessica, pubblicitaria che non riesce a ottenere un’adozione. Thomas, che pensa solo al lavoro, ma ne è distratto da anonime lettere d’amore.

L'inizio delle proiezioni pomeridiane è invece alle ore ore 15.30 con “Il mondo addosso”, di Costanza Quatriglio, Italia, 2006, 90′. Cosmi, Cinga, Mohammad Jan e Josef sono arrivati in Italia tutti minorenni rischiando molto e misurando la loro disarmata adolescenza con la durezza di un quotidiano prevalentemente ostile. Ci raccontano, con il sorriso spesso sulle labbra, attraverso il bel film di Costanza Quadriglio, i loro Paesi, Afganistan, Moldavia, Romania e questa strana Italia, dove adesso vivono.

A seguire, i  film  “Belles endormies”, di Léa Rogliano, (Belgio, 2013, 16′ 30”),un film visuale e poetico sui corpi delle donne, reali, virtuali sognati e sognanti; poi il film “Passo a due” di Margherita Pescetti e Teresa Iaropoli, (Italia, 2012, 49’) che racconta di Gloria e Olivia, due ottantenni compagne di tante avventure per oltre quaranta anni che vivono in un appartamento di Milano.

Chiude le proiezioni pomeridiane “Ned med Vabbnene!” (Giù le Armi) di Holger-Madsen, (Danimarca, 1914, 45’), un film antimilitarista tratto dal romanzo del Premio Nobel Berthavon Suttner e prodotto sull’orlo dell’abisso che, lo stesso anno, avrebbe inghiottito l’Europa e modificato l’assetto del mondo, il 1914. Film scelto per l’apertura del festival, per ricordare i cento anni dall’“inutile massacro” e rendere onore all’intelligenza e al coraggio di chi cercò di evitarlo.

Alle 19, in sala specchi del Cinema Odeon: aperitivo in onore della Svezia e incontro con Karin Fahlén, Teresa Iaropoli, Paola Montecorboli e Léa Rogliano.

Dopo la grande apertura alle ore 21 con Stockholm Stories, sarà proiettato (ore 22.30) il film  “Notre cri du Coeur. Le donne e il conflitto in Casamance”, di Paola Montecorboli, (Italia, 2013, 48’03”).

La Casamance, territorio meridionale del Senegal, è teatro dal 1982 di un conflitto che oppone lo Stato nazionale al movimento indipendentista della regione. Le donne sono le principali vittime del conflitto ma hanno anche un ruolo centrale e riconosciuto dalla tradizione, nel difficile e contraddittorio cammino verso la pace.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 06 Novembre 2014 05:49 )
 


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