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Un nuovo patto per l'Italia

Martedì 14 Settembre 2010 15:26 Cittadinanza Attiva - Cittadinanza Notizie
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Un nuovo patto dell'Italia

di Maria Fanizza

 

“Oggi a questo tavolo c’è un pezzo del nord e un pezzo del sud che si sono messi insieme e hanno cominciato a pensare e a progettare un nuovo futuro. Occorre costruire una rete culturale, sociale e politica non soltanto a partire dall’unità del nord e dall’unità del sud, ma anche disarticolando il nord e il sud e costruendo progettazioni verticali. Penso ad esempio ad una progettazione che coinvolga la linea adriatica. La Puglia vuole essere capofila di questa sperimentazione di futuro”.

 

 

Lo ha detto il presidente della regione Puglia Nichi Vendola concludendo la tavola rotonda sul “Nuovo patto per l’Italia” che si è svolta presso il Cineporto della Fiera del Levante, nell’ambito delle giornate del Mezzogiorno organizzate dalla regione Puglia e dall’Ipres.

 

Il nord “buono” ha dunque incontrato la Puglia di Vendola, discutendo per oltre tre ore di temi particolarmente complessi e fondativi di una seria politica economica come il nuovo patto per l’Italia, la nuova idea del federalismo, la globalizzazione e il local, il ruolo delle regioni e la capacità di andare oltre i confini nazionali. Molte le domande e gli interrogativi che hanno circolato tra le idee, le parole e le buone provocazioni dei protagonisti, Pietro Bassetti (presidente Globus et Locus), Adriano Giannola (presidente Svimez), Cristiana Coppola (vicepresidente per il Mezzogiorno della Confindustria), Susanna Camusso (vicesegretario generale Cgil) e Melina Decaro (segretaria generale Fondazione Olivetti). Al vicedirettore del Corriere del Mezzogiorno, Maddalena Tulanti, il compito di moderare.

 

“Un confronto elevato e anomalo – ha detto Vendola – rispetto alla povertà e alla volgarità che spesso circonda l’idea di un sud che invece è cambiato, di un sud che non chiede più con il cappello in mano né elemosine né prebende, bensì chiede solo di non essere più scippato delle risorse che gli spettano”. E a proposito di risorse “scippate”, Vendola ha precisato che “i 100 miliardi del piano per il sud promessi dal Ministro Fitto fanno parte della solita agendina contenente i dati truccati perché una porzione di quei 100 miliardi sono stati già tagliati al sud per dare le mance alla lega nord, mentre gli altri 70 miliardi, forse ci sono ma sono i soldi del sud che non possono essere spesi perché ci sono normative che rendono difficile la spesa in Italia. Liberiamo le risorse ma non continuate a scipparcele, dicendo che al sud non si spende”.

 

Un nuovo patto per l’Italia comunque può nascere mettendo insieme pezzi buoni di paese, anzi per Vendola lo sguardo è ancora più lungo e alto. Non solo pezzi di regioni italiane, ma anche pezzi di Europa “per avviare insieme una progettazione orizzontale e verticale, muovendoci come anguille, usando un passo veloce, costruendo anche alleanze spericolate. Solo così potremo implementare i fattori di competitività. Quello che chiede il sud è modernità e libertà”. Un altro passaggio poi Vendola lo ha fatto sull’unità del paese. “C’è chi pensa che forse è meglio spaccare in due l’Italia – ha detto il presidente – c’è chi pensa che il sud non sia solo un buco nero e una palla al piede. Bene a chi pensa così dico che questa è una pura illusione perché il nord senza il sud è molto più in affanno e perché un’Italia spaccata diventa un paese marginale nella competizione internazionale”.  Guarda caso poi, ha sottolineato Vendola, “le frontiere nuove quando si parla di economia si trovano al sud dove ci sono i sentieri e le risorse per fare investimenti e la Puglia lo ha dimostrato a partire dalle industria culturali e da quella delle energie rinnovabili”.

 

 

 

 

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