webmagazine

Banner
You are here:   Home Cittadinanza attiva Cittadinanza Notizie Non perdiamoci di vista

Notizie flash

Il sito è ancora in fase di ottimizzazione ci scusiamo con i lettori

Cerca

holidays-tonicopi

Face FanBox or LikeBox

musicPlayer

Non perdiamoci di vista

Domenica 16 Marzo 2025 08:29 Maria Fanizza Cittadinanza Attiva - Cittadinanza Notizie
Stampa PDF

 

Non perdiamoci di vista Fanizza Maria
È stata organizzata a Roma una grande manifestazione per l’Europa, ideata da Michele Serra,

che ha visto la partecipazione di circa cinquantamila persone. La piazza, gremita e vivace,

si è animata di cittadini raccolti tra transenne, scalinate e davanti a un maxischermo posizionato

sulla terrazza del Pincio. La gente, colorata e determinata, ha superato anche la pioggia:

il cielo non ha ceduto, le diversità di pensiero hanno arricchito il momento e le bandiere europee

si sono fuse con quelle della pace, dell’Ucraina e della Georgia, mostrando la capacità di essere

unite per una causa comune.

 

La chiamata, lanciata dalle pagine de la Repubblica, ha riscosso il favore di sindaci e

istituzioni politiche – a cominciare da quello di Roma, Gualtieri, seguito da rappresentanti

di Pd, Italia Viva, Azione, Alleanza Verdi Sinistra, CGIL, Cisl, Uil e ANPI. Ma il vero motore

della giornata sono state le persone: c’erano giovani, come Katia e il figlio sedicenne

venuti da Francavilla, e adulti come Fabrizio che ha abbandonato la sua libreria

a Senigallia per partecipare insieme agli amici. I partecipanti provenivano da città

come Perugia, Salerno, Caserta, Treviso e Bari, e ben oltre trecento sindaci – dal milanese

Giuseppe Sala al torinese Stefano Lo Russo, fino al sindaco di Bari Vito Leccese

e quello di Napoli Gaetano Manfredi – hanno preso parte alla manifestazione. 

 

Tra le proposte più originali, Emma e Francesco, rispettivamente 21 e 22 anni, hanno lanciato l’idea di una “piazza per l’Europa”, facendo di Parma la città europea del 2027 per i giovani, per riavvicinare l’Unione Europea alla vita quotidiana attraverso uno spazio di confronto orizzontale, diverso dalla tradizionale struttura verticale del potere.

Sul palco, Michele Serra ha aperto il dibattito, sottolineando che una piazza capace di unire persone e idee differenti è un autentico atto di democrazia, un concetto che oggi sembra messo in discussione in altre parti del mondo dove, purtroppo, ancora esistono oppressione, censura e persecuzioni. In questo contesto, l’Europa rappresenta la speranza, in contrasto a politiche che respingono i migranti o minimizzano il coraggio dei popoli, come quello degli ucraini. Serra ha ricordato che la libertà e la pace sono le vere madri dell’Europa e che nessuno può sentirsi libero se è oppresso dalla guerra. 

Nel retropalco, Renata Colorni, 85 anni, ha richiamato il legame profondo con il manifesto di Ventotene, simbolo di un’Europa unita immaginata in tempi bui di guerra, nazismo e fascismo. Con tono emozionato, ha ricordato la figura della madre, definita ebrea, socialista e femminista, e dei padri, uno dei quali tragicamente ucciso pochi giorni prima della liberazione di 

Diversi interventi hanno arricchito la giornata: Claudio Bisio ha dichiarato di essere lì per i suoi figli, mentre la giovane Rahel Saya, 24 anni, riflette sul suo salvataggio dall’Afghanistan e sulla necessità di combattere per la libertà delle donne afghane. Corrado Augias e Fabrizio Bentivoglio hanno richiamato i grandi ideali della democrazia e dell’inclusione, ricordando antiche tradizioni di ospitalità e confronto.

Il clima di partecipazione si è fatto ancora più intenso con momenti musicali, tra “Bella Ciao” spontaneo, omaggi a Lucio Dalla, Roberto Vecchioni e inni alla gioia, fino a cori che hanno invocato il sogno di un’Europa unita e solidale. Personalità come Francesca Vecchioni, Alessia Crocini, Gianrico Carofiglio e Antonio Scurati hanno offerto riflessioni profonde sui temi della libertà, della resistenza e del rifiuto delle ingiustizie, richiamando anche figure storiche e citazioni ispiratrici.

Il regista Paolo Virzì e altri ospiti hanno ricordato come la tecnologia e la gestione dei dati possano trasformarsi in strumenti di controllo se affidati a pochi, mentre artisti e intellettuali hanno invocato un’Europa capace di difendere la democrazia e l’uguaglianza. Messaggi di speranza e unità si sono fusi con l’emozione di una folla che ha voluto rispondere a un appello di pace, resistenza e inclusione, invitando tutti a non arrendersi davanti alle divisioni e alle sfide del presente.

 

Infine, tra abbracci, selfie e momenti di profonda partecipazione emotiva, la manifestazione si è chiusa con il grido collettivo di “Siamo cittadini europei”, un invito a superare le solitudini individuali e a riconoscere il valore di un destino condiviso, in un’Europa che continua a essere, nonostante tutto, un ideale da difendere e da vivere ogni giorno.

 

Testata

Banner