webmagazine

Banner
You are here:   Home Cittadinanza attiva Cittadinanza Notizie Straordinario imperatore o spietato dittatore?

Notizie flash

Il sito è ancora in fase di ottimizzazione ci scusiamo con i lettori

Cerca

holidays-tonicopi

Face FanBox or LikeBox

musicPlayer

Straordinario imperatore o spietato dittatore?

Mercoledì 02 Marzo 2011 23:50 Cittadinanza Attiva - Cittadinanza Notizie
Stampa PDF

La Giustizia a teatro

Maria Fanizza

Il giorno 5 Febbraio al Teatro Petruzzelli di Bari, grande successo di pubblico, per il secondo appuntamento della rassegna “Giustizia a teatro”. Questa volta alla sbarra Federico II, l'imperatore del Sacro Romano Impero - interpretato per l'occasione dal vicepresidente vicario dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello.

 

 

Federico II degli Hohenstaufen, in Puglia (e non solo), è un vero e proprio mito, che ha lasciato un segno indelebile all'umanità, avendo ricoperto, oltre al ruolo di re di Sicilia, anche quello di duca delle Puglie, oltre che essere stato principe di Capua, re di Gerusalemme, imperatore dei Romani, re d’Italia e di Germania. Ricordato come simbolo della modernità, modello di tolleranza e convivenza, imbevuto da un'idea di Mediterraneo aperto e scambievole, gli sono stati imputati pesanti capi di accusa: un uomo capace di macchiarsi di grandi atrocità.Oltre a Quagliariello, il pubblico ministero era Franco Roberti (procuratore di Salerno), il consulente di p.m. e difesa lo storico del Cristianesimo Giorgio Otranto, mentre l'avvocato difensore era il penalista Michele De Pascale.

La pubblica accusa ha cercato di incastrarlo sulla strage di Capaccio, sulla spedizione militare contro la roccaforte musulmana di Monte Jato, sui delitti del frate minore Simone da Montesarculo.

E il verdetto, anche stavolta, non ha tenuto fede alla locuzione latina «nemo propheta in patria»: Federico II è stato assolto per insufficienza di prove e perché la legge del tempo in cui è vissuto non riteneva illegali certe sue azioni (anche se è stato condannato ironicamente a un servizio civile di tre giorni).

 

Tre i verdetti finali: popolare, mediatico e tecnico. Il primo ha avuto il pubblico protagonista: all’entrata gli spettatori hanno ricevuto un cartoncino bianco e uno rosso, simboli rispettivamente di innocenza e colpevolezza. Dei 1.111 spettatori votanti, hanno votato in 839 per l’assoluzione e in 270 per la colpevolezza (due nulli). Il secondo verdetto è stato affidato a una giuria formata da tutti i direttori delle più importanti testate baresi: assolto (ma non all'unanimità). Il terzo è toccato al presidente della Corte: innocente anche lì.

Testata

Banner