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La Puglia al lavoro

Martedì 11 Gennaio 2011 15:45 Cittadinanza Attiva - Cittadinanza Notizie
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pianolavoroLa Puglia al lavoro.

 

Maria Fanizza

 

E' stato presentato, oggi, in conferenza stampa, dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, il piano straordinario per il lavoro in Puglia.

“Dentro un contesto di crisi straordinaria, senza precedenti nella storia del Novecento- ha dichiarato Vendola- proviamo a sperimentare nuove azioni che possano coniugare politiche di sviluppo e politiche del lavoro.
 

 Per la prima volta,  dopo un secolo, il lavoro non appare come una prospettiva certa per le giovani generazioni- ha continuato Vendola- La precarietà diventa una maledizione del vivere, fa male alla vita delle persone e fa male all’economia. In questa modernità il diritto al lavoro non è più un diritto”.
Ecco, dunque, un Piano straordinario per il lavoro che, come sottolinea Vendola, " vuole spezzare la dicotomia tra politiche di sviluppo e politiche del lavoro".

 

 

"Abbiamo messo insieme diversi salvadanai-  ha precisato, sempre, il Presidente della Regione Puglia- e sperimentato nuove forme di azioni che possano generare sviluppo e occupazione". Gli interventi riguardano gli assi decisivi: le politiche per i giovani e le politiche per le donne. "Sono loro quelli- ha puntualizzato sempre Vendola- che pagano più di tutti gli effetti di questa pesante crisi”.Trecentoquaranta milioni di risorse, divise in 6 linee di intervento, che si declinano a loro volta in 43 interventi rivolti a 52.035 potenziali destinatari:  sono questi i numeri del più grande piano progettato da una Regione italiana per risollevare l’occupazione.

Infatti, mentre crescono in Puglia le esportazioni e il numero delle imprese, non appaiono altrettanto positivi i dati sull’occupazione. Nel terzo trimestre del 2010 il tasso di disoccupazione regionale, secondo la rilevazione Istat, è del 12,2%, sale al 14% per le donne. Ancora più gravi i recenti dati forniti dall’Istat per la disoccupazione giovanile in Italia salita a novembre al 28,9%, il dato più elevato dal 2004.
"Di fronte ad una situazione che fa della precarietà la regola e dell’occupazione regolare l’eccezione- ha puntualizzato Vendola- la Regione Puglia ha deciso di reagire ricorrendo alle risorse e agli strumenti operativi che ricadono nella propria sfera di competenza e responsabilità. Certo, risultati più efficaci potrebbero essere raggiunti se a livello nazionale fosse possibile rivedere le normative sul lavoro e costruire un nuovo sistema di welfare che superi la precarietà e riconsegni diritti e prospettive di futuro alle nuove generazioni. In attesa, tuttavia, la Regione Puglia lotta con i propri strumenti ponendosi due obiettivi: da un lato migliorare l’occupabilità dei giovani e delle donne, dall’altro sostenere i livelli occupazionali esistenti. 
E affronta la sfida alla quale è chiamata dalla strategia di Lisbona, da Europa 2020 e dalla Decisione del Consiglio Europeo del 21 ottobre 2010 sulle politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione: promuovere anche in Puglia una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva". 
È importante sottolineare che il piano appena elaborato vuole essere una proposta organica di intervento che la Regione Puglia sottopone all’attenzione delle forze sociali, del parternariato socioeconomico ed istituzionale e delle sei Amministrazioni provinciali per moltiplicare le iniziative di collaborazione. I 43 interventi, infatti, avranno una priorità temporale che sarà decisa con il parternariato. La settimana prossima è previsto il primo incontro per affrontare il tema della tempistica nell’ attuazione agli interventi. L’obiettivo è farli partire per i primi sei mesi dell’anno secondo l’ordine deciso appunto in sede partenariale.
“Vorrei ricordare – ha aggiunto Vendola – a tutti quelli che parlano, peraltro con una discreta confusione, di stabilizzazione dei precari della Regione Puglia, che quando sono arrivato qui, ho trovato precari in ogni angolo, contrattualizzati nei modi più diversi (stagisti, collaboratori, etc..) senza nessuna base giuridica certa e connotati da una assoluta dequalificazione dei profili professionali. Con pazienza abbiamo ricostruito il quadro frammentato che avevamo davanti e abbiamo dato a molti giovani la possibilità di avere dei contratti a tempo determinato. Oggi questo processo è in crisi, non per responsabilità della Giunta Vendola, ma per colpa delle scelte di Tremonti e del Governo nazionale. Resta fermo il mio impegno a concludere positivamente questa vicenda, perché noi intendiamo dare futuro e stabilità anche a quanti lavorano all’interno della Regione Puglia”.


Il Piano straordinario per il lavoro in Puglia si muove, dunque, secondo due obiettivi: nuova occupazione e salvaguardia dell’occupazione. Nel primo caso si propone di innalzare i livelli occupazionali di quella parte di forza lavoro che presenta prospettive di occupazione più basse come i giovani, le donne e i soggetti espulsi o a rischio di espulsione dai processi produttivi, nel secondo di valorizzare il capitale umano inteso come strumento per migliorare la competitività delle imprese. Alla nuova occupazione sono destinati 269,8 milioni di euro per un numero di destinatari potenziali pari a 38.335 persone, per la salvaguardia dell’occupazione, invece, i milioni di euro impiegati sono 70,9 e i destinatari potenziali 13.700. I destinatari dell’intero piano sono lavoratori in cassa integrazione, occupati, lavoratori atipici, imprese, disoccupati, donne disoccupate, donne inprenditrici, donne occupate, giovani disoccupati, apprendisti, persone disabili disoccupate, immigrati e richiedenti asilo, ultracinquantenni, lavoratori socialmente utili (LSU), giovani laureati, ricercatori, manager e imprenditori. Per loro i 340milioni del piano, che vale da solo lo 0,6% del Pil regionale 2009. Sei le linee di intervento: il lavoro dei giovani; il lavoro delle donne; il lavoro per l’inclusione sociale; il lavoro per la qualità della vita; il lavoro per lo sviluppo e l’innovazione; più qualità al lavoro. Eccole nel dettaglio.

Al lavoro dei giovani è destinato il pacchetto più ampio di risorse: 122,6 milioni di euro che saranno spesi per formazione, lavoro e impresa. Sono divisi in 8 interventi, rivolti a 15.400 destinatari. Si tratta di Ritorno al futuro 2011 (20 milioni di euro), Diritti a scuola (30 milioni), Formazione integrata, Tirocini e aiuti all’occupazione per i giovani diplomati (14 milioni), Alta formazione per l’apprendistato (10 milioni), Apprendistato professionalizzante (10 milioni), Verso un sistema integrato di alta formazione interregionale (3 milioni), Reddito di continuità per i lavoratori atipici (5,6 milioni), Microcredito (30 milioni).

Sei gli interventi per il lavoro delle donne finalizzati ad aumentare i posti di lavoro e a garantire migliori condizioni a 10.800 donne, potenziali destinatarie di 32,9 milioni di interventi. Eccoli nel dettaglio: Sviluppo dell’imprenditoria femminile (6,35 milioni di euro), Piccoli sussidi per l’inserimento lavorativo delle migranti (1 milione), Formazione delle donne ed incentivi all’assunzione (10 milioni), Servizi di conciliazione vita-lavoro (12 milioni), Strumenti di flessibilità del lavoro per le donne (1,5 milioni), Part-time e conciliazione (1 milione).

 

 

 

 

 

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