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Sparire qui. Fanizza Maria
Viaggio in America e dentro di sé di Marta Ciccolari Micaldi
Ci sono libri che non si leggono soltanto: si attraversano. Sparire qui di Marta Ciccolari Micaldi – giornalista, guida letteraria e anima del progetto La McMusa – è uno di quei viaggi che scorrono tra le pagine e che, inevitabilmente, lasciano il lettore con la voglia di fare le valigie.
Non è un romanzo nel senso classico, e nemmeno una guida turistica. È piuttosto un ibrido affascinante tra memoir e reportage culturale, in cui la vita dell’autrice e l’immensità degli Stati Uniti si intrecciano fino a diventare un’unica storia. Marta racconta di sé, ma lo fa guardando fuori dal finestrino: verso città, deserti, oceani, strade infinite. E soprattutto, verso i libri che hanno reso l’America un luogo tanto immaginato quanto reale.
L’America della letteratura e delle contraddizioni
Il titolo stesso, Sparire qui, è una citazione che strizza l’occhio a David Foster Wallace, ma è anche una dichiarazione d’intenti: l’America raccontata da Marta è un posto dove si può perdere e ritrovare se stessi, dove i paesaggi diventano specchi interiori.
Ogni tappa del viaggio è legata a un autore, a una pagina, a una suggestione letteraria:
La scrittura di Marta non si limita a descrivere i luoghi: li attraversa con gli occhi della lettrice appassionata e della viaggiatrice curiosa, restituendo al lettore il senso di un’America fatta di luci e ombre, di sogni e crudeltà, di miti e fragilità.
Un memoir che parla anche di noi
Ma ciò che rende Sparire qui speciale non è solo la capacità di raccontare un Paese lontano. È soprattutto il dialogo continuo tra esterno e interno. Mentre l’autrice viaggia, riflette anche sulla propria vita: sui trent’anni, sulle scelte, sui momenti di smarrimento e sulle rinascite.
In questo senso il libro non è mai autoreferenziale. Al contrario, nel racconto di Marta il lettore trova inevitabilmente qualcosa di sé: la nostalgia per ciò che non c’è più, la voglia di scoprire, il bisogno di sparire per qualche istante dal rumore quotidiano per rientrare con occhi diversi.
Lo stile: limpido e appassionato
Si passa dalla citazione colta a un ricordo personale, dal paesaggio mozzafiato a un dialogo con un viaggiatore incontrato lungo la strada, sempre con naturalezza.
Quello che arriva al lettore è una scrittura onesta e appassionata, che non idealizza l’America, ma la mostra per quello che è: contraddittoria, affascinante, a volte spietata, e proprio per questo così intensamente umana