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Questo mondo è per te

Venerdì 01 Aprile 2011 07:38 Vincenza Fanizza Cinema - Parliamo di cinema
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Questo mondo è per te

 Vincenza Fanizza

 Arriva nelle sale “Questo mondo è per  te”,  di Francesco Falaschi.

 E’ un film sulle difficoltà di essere giovani oggi ma non è la solita commedia giovanilistica puramente commerciale tanto di moda di questi tempi. Infatti, a differenza di altri lavori che affrontano gli stessi temi, il film si sforza di dire qualcosa di diverso mettendo in relazione l'universo dei ventenni con quello, problematico, dei genitori e con quello, saggio e pacificato, degli anziani.

Protagonista è un giovane allievo della Scuola di Cinema di Grosseto, Matteo Petrini.

 

Il cast è composto in egual misura da attori professionisti anche noti ( tra cui Cecilia Dazzi, Paolo Sassanelli, Eugenia Costantini, Fabrizia Sacchi) e da attori non professionisti toscani. Il soggetto è stato scritto dal regista insieme a Filippo Bologna, un giovane scrittore considerato uno dei più promettenti autori italiani dopo il suo esordio avvenuto nel 2009 con “Come ho perso la guerra”, edito dalla Fandango libri.

“Sono stato sempre scettico di fronte ai giudizi paternalistici sui giovani- dichiara Francesco Falaschi- sulla loro presunta diseducazione culturale e sentimentale. E quindi ho pensato che raccontare una storia di formazione su un ragazzo di oggi può mettere in campo temi universali, tematiche giovanili. E raccontare alcuni sentimenti diffusi di questi anni, che appartengono a tutte le generazioni”.

Il soggetto ruota attorno alla storia di Teo, un ragazzo di 19 anni, cresciuto nel mito di John Fante, di Charles Bukowski e Luciano Bianciardi, aspirante scrittore. Improvvisamente, Teo si trova in prima linea, chiamato a dover essere economicamente autonomo a causa delle traversie finanziarie dovute a problemi di salute del padre. Viene così trascinato in una giostra di lavori precari, talvolta assurdi e grotteschi- necessari per poter autofinanziare gli studi.

“Abbiamo cercato di raccontare non tanto il precariato- sottolinea Falaschi- ma la sensazione di precarietà che affligge la società moderna, una precarietà, che da economica diventa esistenziale, una precarietà di sentimenti”.

Il film è ambientato a Follonica. “Ho cercato di concepire gli esterni- precisa Falaschi- non come fondali da cartolina ma come paesaggi dell’anima, capaci di suggerire le emozioni e il senso di spaesamento dei protagonisti”.

Il film si conclude con un finale aperto in cui Teo non apparirà né vincitore né vinto, ma tantomeno arreso, e capace di adattarsi mantenendo uno spazio per i suoi progetti e i suoi sogni.

 

 

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