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Mal Bianco di Desiati Maria Fanizza
Mario Desiati, vincitore del Premio Strega 2022, torna in libreria con il suo nuovo romanzo "Mal bianco" edito da Einaudi ,disponibile da oggi 4 febbraio 2025 in libreria.
Il protagonista, Marco Petrovici, un quarantenne residente a Berlino che, decide di fare ritorno in Puglia dai genitori anziani, immersi in un bosco di querce e lecci nella campagna tarantina. Questo viaggio lo conduce a confrontarsi con le proprie radici e a svelare i segreti familiari che lo hanno accompagnato sin dall'infanzia.
Il titolo richiama una malattia che colpisce gli alberi, simbolo dei segreti e dei silenzi che avvolgono la famiglia Petrovici. Desiati intreccia le vicende personali di Marco con eventi storici, spaziando dai boschi di Taranto ai campi di prigionia tedeschi, offrendo una riflessione profonda sul rapporto tra individuo e radici, sul trauma e sulla vergogna, interrogando con coraggio il rimosso collettivo del paese.Marco Petrovici è un quasi cinquantenne, un’ansia che lo divora, la difficoltà dello stare al mondo; gli svenimenti continui, non più governabili, lo riportano a casa, in Puglia, dopo anni spatriati passati a Berlino.
Nella sua terra, al fianco dei genitori, ritiene di curarsi, ma sente e sa che il suo malessere, il suo malbianco, proprio come il fungo parassita simile alla nebbia che cala su foglie e frutti e toglie il colore agli alberi, compresi quelli genealogici, sale su dal mistero che avvolge le sue radici (“Mi chiamo Marco Petrovici e sin dal cognome avrei dovuto sospettare che non era così come me l’avevano raccontata”). È così che comincia la sua ricerca, una vera e propria detection, fatta di tessere, pezzetti di memorie, diari, versi, incontri, la “ sollecitudine genealogica” di Marco è invisa ai genitori, al fratello, è compresa dalla zia Ada, la sua mentore, che lo riconnetterà con il nonno maestro Demetrio, con lo zio violinista muto Vladimiro “ Pepin” Petrovici e, andando a ritroso, con la nonna Addolorata, allevatrice di asini.
Una relazione con la storia che gli farà attraversare il Secondo conflitto mondiale, che schiacciò sotto il piede della follia mussoliniana una generazione di giovani che ci si affrettò a dimenticare quando non a giudicare. Truppe disorientate, con le gavette di ghiaccio della campagna di Russia, i campi di prigionia, la vergogna, la fame, i pidocchi. Si oscilla tra trapassato, passato e presente, tra il passaggio degli ebrei in Puglia dopo il pogrom di Russia e il ragno nero del Siderurgico fino alla pandemia che chiude i Petrovici nella casa nel bosco dell’Orimini.
Con questo libro Mario Desiati offre ai lettori un'opera intensa che esplora le dinamiche familiari e il legame profondo con le proprie origini, invitando a riflettere sulla memoria e sull'identita' collettiva.