| Il sito è ancora in fase di ottimizzazione ci scusiamo con i lettori |


Lo scrutatore dell’animo Gianfranco Draghi
Una suggestiva mostra al Consiglio Regionale della Toscana
Vincenza Fanizza
FIRENZE- Dipinti, sculture, tessuti, autoritratti. Si inaugura, giovedì 31 marzo, alle 17, al Consiglio Regionale della Toscana, al primo piano di Palazzo Bastogi ( in via Cavour,18) la mostra “Gianfranco Draghi, archeologo degli stati d’animo”.E’ molto vario e sempre nuovo il mondo di Gianfranco Draghi che, anche con questa esposizione, riesce ancora una volta a sorprenderci.“Ciò che viene mostrato oggi- commenta il critico Stefano De Rosa- è il lavoro di un artista che si è pacificato con il suo mondo interiore e ha assunto una leggerezza che conduce a considerare la realtà con maggiore indulgenza.“Nei suoi lavori in tessuto- continua De Rosa- la pittura acquista una sensualità particolare, che avvolge gli spazi, li ridisegna, li rende eleganti. Le sculture, specialmente nei ritratti muliebri, continuano a rendere attuale quel suo viaggio nell’universo femminile che da sempre è una componente essenziale del suo lavoro d’artista”.“La sua ricerca non è terminata- sottolinea De Rosa- Continuerà ancora, perderà i connotati drammatici di una volta, non certo la capacità di catturare l’attenzione.
Draghi non ha mai inseguito una bellezza facile, da strappare immediati consensi e favorire appetiti di carattere commerciale. E’ stato, e lo è tuttora, l’archeologo degli stati d’animo, lo speleologo dell’indicibile”.
Gianfranco Draghi è nato il 1 luglio del 1924 a Bologna dove ha vissuto fino ai primi anni dell'infanzia, in seguito ha fatto i suoi studi elementari e liceali a Milano. Essendo stato militante nel Partito d’Azione si è rifugiato in Svizzera nel settembre del 1943. Ha compiuto gli studi universitari a Firenze laureandosi con Garin.
E’ stato assistente di estetica di Gaetano Chiavacci presso la facoltà di Filosofia dell’Università di Firenze e collaboratore di Altiero Spinelli nel Movimento Federalista Europeo, alla fine degli anni quaranta, inizio cinquanta.
Nel 1958 è stato allievo dello psicoterapeuta junghiano Ernst Bernhard diventando a sua volta psicoterapeuta a Firenze e uno dei primi presidenti della neonata Associazione Italiana di Psicologia Analitica.
Negli anni settanta contemporaneamente al lavoro di psicanalisi, incentrato soprattutto sui sogni, si dedica intensamente all'arte in tutte le sue forme: scrittura, pittura, scultura e teatro-musicale.
Ora vive a Fiesole, dove continua la sua attività di artista e di scrittore.