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Aspettando la primavera

Venerdì 09 Gennaio 2015 08:29 Maria Fanizza
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Maria Fanizza

INSEGUENDO profumi di rose, viole, lavande. Scoprendo strade d’ispirazione proustiana dove l’odore dei glicini monumentali ha la stessa funzione della madeleine. Varcando cancelli dall’apparenza invalicabili dove si celano piccoli eden in cui rifugiarsi per sottrarsi, almeno un po’, al traffico della città. Così si scopre la magia del giardini romani — meraviglie spesso invisibili ai più — raccontata da due avventuriere urbane, Marta Salimei e Ida Tonini nel libro Adagio per giardini — Passeggiate romane nel verde (Orme Editore, 17.50 euro). Nove itinerari suggestivi su e giù per i setti colli attraverso i quali scoprire orti insospettabili dentro antiche dimore, giardini minuscoli incastonati nei cortili del centro, parchi solenni racchiusi da palazzi storici, boschi selvaggi celati da imponenti mura, vezzose e curatissime logge, sorprese giardiniere celate negli hotel, nelle basiliche e nelle chiese.
La passeggiata inizia dal Gianicolo, il balcone di Roma: Villa Lante, l’Accademia di Spagna con l’orto dei frati francescani ripiantata alla fine degli anni Quaranta da Javier de Winthuysen, lo stupore e la meraviglia del Bosco Parrasio nell’Accademia dell’Arcadia che in aprile è un trionfo di profumi, Villa Farnesina e l’Orto botanico fino alle sorprese riservate a chi varca il portone dell’hotel Donna Camilla Savelli con il lieve profumo di una pergola di gelsomino e l’antico agrumeto.

Segue il percorso Palatino-Celio, con lo stadio Palatino e gli Orti Farnesiani fino alle collezioni di piante e fiori delle moltissime chiese. Ancora il Quirinale col giardino Aldobrandini, il Casino dell’Aurora e le corti di Palazzo Colonna e Palazzo Barberini. Al Campidoglio-Aventino svettano il giardino viridarium di Palazzetto Venezia, il roseto di Roma e il chiostro di Santa Sabina. La magnifica Villa Wolkonsky conquista l’itinerario dell’Esquilino- Oppio insieme al Giardino dei passionisti della Scala Santa. A Trastevere c’è il chiostro di San Battista dei Genovesi; a Ponte-Campo Marzio la corte di palazzo Taverna, il palazzo Doria Pamphili e il Chiostro del Bramante; Regola con i palazzi Spada, Farnese e Falconieri; Tridente-Villa Borghese con i chiostri delle Poste centrali, di Sant’Andrea delle Fratte, di Villa Medici e i giardini segreti di Villa Borghese.
Un patrimonio unico: Roma vanta 82mila ettari di verde. E questa guida ci fa scoprire il volto “green” della città non sempre magico e curato, spesso anche incolto e abbandonato. Ci invita a guardare una Roma inusuale fatta anche di cortine d’edera e di glicine. Cascate di vite americana, rosse in autunno, che s’arrampicano sbucando da fazzoletti di terra strappati ai sampietrini.

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