Bronzo da batticuore: l’Italia del pattinaggio entra nella storia Fanizza Maria
È una medaglia che vale come un volo tra le stelle, conquistata all’ultimo respiro. L’Italia è bronzo nella gara a squadre di pattinaggio artistico, dietro agli “alieni” Stati Uniti, d’oro, e al Giappone d’argento trascinato da una splendida Kaori Sakamoto. Come a Pechino 2022, quando i russi vincitori furono poi retrocessi. Ma subito dietro i marziani, ci sono loro: i ragazzi azzurri, from Italy, in Italy.
Un risultato storico, che porta il pattinaggio italiano sul terzo podio olimpico a Cinque Cerchi. Il primo fu il bronzo di Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio a Salt Lake City 2002, l’ultimo quello indimenticabile di Carolina Kostner a Sochi 2014. Dodici anni di attesa per una notte così, vissuta con il cuore in gola.
Dopo cinque prove su otto, l’Italia si presenta terza alla finale sul ghiaccio dell’Ice Skating Arena di Milano, davanti a Canada e Georgia, con un margine sottile ma prezioso. Sugli spalti anche Novak Djokovic e Allyson Felix. Tocca completare l’opera iniziata da Charlène Guignard e Marco Fabbri.
Aprono Sara Conti e Niccolò Macii. Lei, 25 anni, di Alzano Lombardo; lui, 30, milanese. Sono la prima coppia italiana capace di vincere un Europeo (2023) e di salire sul podio mondiale (2023 e 2025). Nel libero danzano su Caruso di Lucio Dalla: lei vestita di mare, lui di luna. Si sono voluti e si vogliono bene, anche se la loro storia d’amore – iniziata nel 2018 – si è chiusa nel 2023. Quella sul ghiaccio, invece, ha resistito a tutto, anche alle difficoltà iniziali e ai cambiamenti di vita: Macii si sposerà, Conti ha oggi accanto il pattinatore tedesco Tim Dieck, che gareggia per la Spagna.
Qualche sbavatura c’è: la mano di Sara a terra sul triplo loop lanciato, imprecisioni sul triplo salchow lanciato per entrambi. Conti pattina con una fasciatura alla gamba destra per uno stiramento al legamento collaterale rimediato a dicembre. Ma la coppia tiene, stringe i denti e difende il terzo posto: Italia avanti di quattro punti sugli inseguitori.
Si passa ai liberi individuali. Lara Naki Gutmann, 23 anni, trentina cresciuta sognando Carolina Kostner a Torino 2006, sceglie Lo Squalo. L’interpretazione è intensa ma non perfetta: il lutz resta doppio, chiude quarta e la Georgia accorcia, portandosi a meno due.
Tutto si decide con Matteo Rizzo. Ventisette anni, nato a Roma e cresciuto a Sesto San Giovanni, figlio di due pattinatori, con la passione per i motori. È lui l’uomo della notte, schierato al posto del giovane Daniel Grassl, sceso in pista nel corto. Matteo vola sulle note di Interstellar, mentre la Georgia – con Nika Egadze – si inceppa.
È il momento che chiude il cerchio: l’Italia resiste, resta terza. È bronzo. Un bronzo meraviglia.