La poesia di abitare il tempo

Sabato 24 Ottobre 2026 06:30 Maria Fanizza Reading point - Recensioni
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Beppe Severgnini, la poesia di abitare il tempo Maria Fanizza

In «Brontolo e la magnolia» lo scrittore torna a interrogarsi sugli anni che passano, tra affetti, ironia e versi.

Quanto spazio lasciamo, nelle nostre giornate, a ciò che ci fa stare bene? È una domanda che accompagna i temi di Brontolo e la magnolia. L’arte di sopravvivere poeticamente, il nuovo libro di Beppe Severgnini, pubblicato da Rizzoli il 20 ottobre 2026. 

Al centro ci sono una casa, una magnolia secolare e Agata, la nipotina di quattro anni. Nel giardino trova posto anche un nano, consumato dalle stagioni, che dà al titolo la sua nota sorridente. Da questo paesaggio domestico prende forma una riflessione sul trascorrere degli anni e sul nostro modo di accoglierlo.

Dopo Socrate, Agata e il futuro, Severgnini prosegue il dialogo tra generazioni e affida alla poesia un ruolo centrale: i versi di cinquanta poeti italiani dell’ultimo secolo accompagnano una dozzina di suggerimenti. Le occasioni sono quotidiane: ascoltare gli uccelli, riconoscere gli alberi, ritrovare un luogo caro, ricordare gli amici che mancano. Anche l’universo dei bambini, con i suoi personaggi e le sue passioni, chiede agli adulti attenzione e curiosità. 

 

È qui che il tema del libro incontra una questione che riguarda tutti. Spesso misuriamo una giornata attraverso gli impegni portati a termine; più raramente attraverso qualcosa che ci ha sorpreso. Eppure una conversazione, una pagina letta con calma, un particolare osservato durante una passeggiata possono restare nella memoria più a lungo di molte incombenze.

Il sottotitolo suggerisce una possibilità affascinante: portare lo sguardo poetico dentro l’esperienza comune. La poesia può aiutarci a trovare parole per una perdita, a riconoscere una gioia, a prestare attenzione a un sentimento ancora confuso.

In questa prospettiva, la magnolia diventa anche un’immagine su cui soffermarsi: un albero attraversa le stagioni restando legato al luogo in cui cresce. Noi, intanto, possiamo imparare a guardare ciò che cambia. Con un po’ di ironia e con la disponibilità a lasciarci ancora meravigliare.