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"Non ho mai visto il mare", il nuovo film di Matilde Tortora

Giovedì 14 Novembre 2013 06:31 Vincenza Fanizza Cinema - Parliamo di cinema
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Non ho mai visto il mare, il nuovo film di Matilde Tortora

 

di Vincenza Fanizza

 Presentato e proiettato in anteprima assoluta a Volver, la XXXV Edizione del Festival Internazionale di Cinema e Donne, a Firenze, al Cinema Odeon, sabato 26 ottobre alle 18, alla presenza dellautrice, il nuovo film della regista Matilde Tortora Non ho mai visto il mare ha come tema centrale il ricordo di una rincorsa, muta, accelerata, reiterata quanto basta a una bambina a divenire adulta: la ricerca da parte di chi stata bambina, di chi bambina oggi di quanto le viene spesso con arbitrio negato.

Il film- spiega lautrice- nato dallassunto che niente come il mare sembrerebbe destinarsi, offrirsi, essere dato come possibile a chiunque, bambini e ragazzi compresi. Ma non sempre cos. Sicch il mare in questo film diventa metafora di tutto quello che invece disatteso, non dato, o solo a volte apparentemente dato. Inoltre questo film- continua Matilde Tortora- anche unopera di metacinema , un omaggio a cineasti che nel corso degli anni in alcuni loro film hanno mostrato ragazzi e/o ragazze cui in modi diversi il mare non stato dato, o stato loro fatale. Daltronde in questo film la bambina dun tempo, la ragazza che stata, ha modo, nella sua traversata, di intravedere anche personaggi biblici e personaggi di poemi epici riassumendo la lunga traversata di ciascuno su mari non sempre amici.

Questo film conclude la trilogia dei film di Matilde Tortora sul tema dellinfanzia e sulle sue inascoltate difficolt, sulle quotidiane, seppure a volte allapparenza lievi e reiterate violenze, perpetrate dagli adulti a loro danno.

La trilogia cominciata nel 2011 col film Il Sole con lalchrmes, proseguita nel 2012 col film Alla ricerca della scarpa perduta, si conclude, dunque, con questo nuovissimo film Non ho mai visto il mare.

Il cinema- sottolinea Matilde Tortora- capace di ridare voce con la forza delle immagini alle inascoltate parole dellinfanzia, sa scrutare nei lori occhi, nelle loro affannose corse, nei loro gridi inespressi, il cinema mostra e denuncia, a volte perfino denuncia situazioni mai prima dora dette, con il portarle appunto sullo schermo.

Il film dedicato Alla memoria dei profughi morti cercando di arrivare a Lampedusa: Io non so di voi/se non che poemi e film / vi hanno raccontati/ madri cullati/ e ogni cosa vi sarebbe spettata.

 

Matilde Tortora, scrittrice, storica e critica del cinema e regista, membro della Cinmathque Franaise. Autrice tra diversi altri, del saggio Le donne nel cinema danimazione, Tunu, 2010.

Matilde Tortora privilegia i film brevi, ama dire infatti che i corti cinematografici sono parenti strettissimi della Poesia e infatti i testi dei suoi film brevi sono per ciascun film una poesia, lo stato per Il Sole con lalchrmes che ha riscosso poi tanti importanti riconoscimenti in tutta Italia, stato addirittura inserito nel sito I luoghi della Memoria, assieme agli eventi pi significativi per le Celebrazioni del Centocinquantanni DellUnit dItalia   (proiettato poi a Torino, Trieste, Spoleto, Firenze, Bologna, Milano, ecc), anche esso aveva come testo una poesia. Lo stesso stato per l altro suo film breve Alla ricerca della scarpa perduta, che ha, anche, come suo testo una poesia. C da dire dunque che i suoi sono film in versi, caso unico e raro in Italia.

Infatti come film in versi non c che il lungometraggio La camera da letto di Attilio Bertolucci e in Canada un film di Sally Potter.

 

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