Al largo di Marciana Marina
Vincenza Fanizza
ISOLA D’ELBA- Sono rimasti sommersi per duemila anni i resti di una rarissima imbarcazione romana naufragata al largo di Marciana Marina e adesso finalmente, grazie ai sommozzatori dell’Explorer Team Chimera di Portoferraio,un’associazione onlus che opera in convenzione con la Sovrintendenza ai beni archeologici della Toscana, si potrà sapere qualcosa di più sul “Nasuto”, la nave che era diretta in Gallia per rifornire le truppe di Cesare Augusto di olio, vino e generi alimentari.
Si tratta forse dell’unica testimonianza di imbarcazione romana con dolia (grossi contenitori in terracotta) ancora integri, posizionati al centro della nave e con anfore più piccole sistemate a prua e a poppa: una vera rarità dato che resti di questo tipo ce ne sono solo dieci in tutto il Mediterraneo.
La campagna di recupero, finanziata dal Ministero e sostenuta dal Comune di Marciana Marina (che quest’anno si è aggiudicata la Bandiera Blu della Fee), è stata resa possibile grazie al lavoro degli ormeggiatori di Piombino, che hanno messo a disposizione l’imbarcazione per le ricerche. Esperti sommozzatori hanno compiuto i rilevamenti gps sul relitto fotografandolo pezzo per pezzo fornendo la prima immagine completa dell’imbarcazione che sembrerebbe essere in buone condizioni.
Già dallo scorso mese è stato possibile avvicinarsi al relitto e, accompagnati da esperti, compiere immersioni per osservare da vicino un reperto così prezioso, sul quale sono ancora in corso approfonditi studi.